TRITTICO NOVECENTO, ALLA SCALA LA DANZA CONTEMPORANEA
Una simbiosi tra musica classica e coreografie sperimentali con uno dei più famosi balletti di Balanchine e due prime esecuzioni
3 capolavori in 3 stili ben diversi che dimostrano la varietà creativa dei nostri tempi. Il teatro meneghino continua la sua ricerca della bellezza ed eleganza nei capolavori novecenteschi. In programma dal 7 al 23 maggio "Bella Figura" di Jiří Kylián, "Apollo" di George Balanchine e "Voluntaries" di Glen Tetley.
Al centro dell’opera "Bella Figura", del ceco-olandese Kylián, la sensualità con tutta la sua vulnerabilità. Il desiderio di mostrare la parte migliore di se è una caratteristica intrinseca dell’uomo e il coreografo esplora i suoi confini con morbidezza e tristezza ironica. L'opera è datata 1995 e i costumi di Joke Visser puntano sulla semi-nudità (i ballerini sono a torso nudo e indossano grandi gonne rosse) senza alcun imbarazzo o vergogna. La danza è lirica e sensuale, mentre l’avvolgente e intima musica appartiene a grandi compositori tra cui Pergolesi, Vivaldi, Lukas Foss e Alessandro Marcello. “È un viaggio nel tempo e nello spazio, che illumina sia la nostra dignità sia i nostri dubbi” spiega Kylián.
L'opera "Apollo" di Balanchine celebra, invece, la fecondità dell’arte tramite un incontro fra il dio e la musa. Su musica di Igor Stravinskij, che collaborò con il grande coreografo per quasi cinquant’anni, la coreografia è un omaggio all’eredità classica in stile contemporaneo. La prima versione risale al 1928, dopodiché il balletto subì numerose modifiche. Nel 1947 Balachine definì Apollo “la svolta decisiva della mia vita”.
Per il ruolo del dio greco torna da New York l’étoile Roberto Bolle dopo un mese e mezzo di full immersion. “Apollo? Semplicemente divino” riassume il primo ballerino. “A dodici anni dal mio debutto alla Scala, torno a ballarlo al Piermarini dopo averlo interpretato in giro per il mondo, dal Royal Ballet al Mariinskij di San Pietroburgo.” A succedere a Bolle e alla prima ballerina Sabrina Brazzo (nel ruolo della musa Tersicore) nelle ultime 2 rappresentazioni si esibiscono 2 grande promesse del balletto scaligero - Gabriele Corrado e Francesca Podini, il primo giovanissimo e ambizioso e la seconda una perfetta ballerina balanchiniana – alta, graziosa ed esspressiva.
In chiusura di programma "Voluntaries" del coreografo americano di grande talento Glen Tetley. La musica è di Francis Poulenc, "Concerto per organo, archi e timpani". Un omaggio a Bach, questa composizione ha un timbro religioso e teso, ed è perfettamente in sincronia con la visione artistica di Tetley. Il balletto fu commissionato dallo Stuttgarter Ballet, in omaggio alla scomparsa prematura del loro amato direttore John Cranko, in 1973.
La coreografia è una celebrazione della vita, che esplora l’idea di volo e desiderio con tanto lirismo e dolore. Si tratta di una serie di quadri legati dal movimento e da una grande carica emozionale. Tetley spezza le barriere tra classico e moderno, utilizzando le punte classiche su un torace moderno. “Voluntaries esprime ciò che sento riguardo alla danza. Per me, per sua definizione, il classicismo è sinonimo di purezza, e la cosa che più vorrei al mondo è essere un classicista a modo mio, senza imitare nessuno...".