ALICE, O DELLA SOSPENSIONE
Un mondo alla rovescia esaltato dal gioco teatrale: il fascino del "3D in carne ossa" di Lewis Carroll
Al teatro Studio è andato in scena un adattamento teatrale di Margaret Rose tratto dal celeberrimo testo di Lewis Carroll, “Alice nel paese delle meraviglie”.
Il regista Emiliano Bronzino, collaboratore di Glauco Mauri e Luca Ronconi, ha scelto un cast di giovani e bravissimi attori diplomati proprio alla scuola del Piccolo Teatro e con loro ha dato vita a uno spettacolo gradevole, che non risolve mai, anzi, accentua ed amplifica il 'paradosso' insito in quella che possiamo definire la favola più a-tipica della nostra cultura.
Non c’è alcuna morale alla fine di questa avventura: tutti i personaggi sono identici a loro stessi dall’inizio alla fine, la Regina di Cuori continua a tagliar teste, il Bianconiglio ad essere in ritardo, il Cappellaio matto a festeggiare il suo non compleanno e tutti, compresi la piccola protagonista sono dominati “dall’illogica saggezza” del caos.
Sospese le coordinate spazio-temporali, questo mondo alla rovescia è immerso nel gioco teatrale. I bambini, per i quali in primis è stato creato lo spettacolo, sono sicuramente i fruitori che più si lasciano coinvolgere e rapire da questa "scatola magica".
Iin uno spazio teatrale utilizzato a 360 gradi gli oggetti nascondono e disvelano trucchi simili a quelli di un prestigiatore: piccole cabine scomponibili sono i passaggi per luoghi lontani o espedienti per inscenare trucchi semplici quanto efficaci (ad esempio sotto l’effetto di un magico fungo Alice sembra allungarsi e rimpicciolirsi a dismisura), specchi deformanti, musiche intense, luci e costumi colorati e fantasiosi che evocano, più che descrivere, il mondo in cui la protagonista si ritrova a vivere la sua avventura.
Ma uno spazio di "indagine" e di riflessione è lasciato anche allo spettatore adulto che di questo testo coglie proprio la sua struttura ossimorica e contraddittoria: siamo in una delle fiabe più celebri, dove tutto però sembra spunto per considerazioni su temi profondi.
La ricerca del senso di se stessi e della vita e la conoscenza dell’intrinseco nonsense presente in tutta la nostra realtà. La giovane Camilla Semino Favro, nei panni di una moderna Alice con leggings e all star, dimostra non solo di essere una bravissima attrice, ma anche di avere doti fisiche da vera acrobata, eseguendo virtuosismi ai tessuti aerei.
Non sono da meno gli altri 4 ragazzi (Andrea Luini - Bianconiglio, Gatto; Andrea Germani - Ghiro e Regina di cuori; Gabriele Falsetta - Brucaliffo, re di cuori; e Clio Cipolletta - Duchessa e Cappellaio matto), che gestiscono i vari ruoli con grande varietà di gesti e intonazioni.
Insomma un bellissimo spettacolo che, senza troppe pretese, è in grado di coinvolgere con la magia stessa del teatro un pubblico variegato pronto a cercare, tra ricordi e fantasia, il proprio paese delle meraviglie.