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TEATRO  ›  CONTEMPORANEO

IL CARCANO PROPONE LA PIÈCE "MISTERO BUFFO"

Irriverente e geniale, come sempre, la drammaturgia del grande Premio Nobel

 
 

È oramai divenuto un classico del teatro contemporaneo e, come tutti i testi fondanti della tradizione letteraria, capace di ‘colloquiare’ idealmente con le generazioni passate, presenti e future. "Mistero buffo" di Dario Fo, interpretato da Mario Pirovano, è andato in scena dal 23 al 25 ottobre al Teatro Carcano di Milano, produzione 'Compagnia del Teatro Carcano'.

L’opera, nata nel 1969, venne presentata per la prima volta quello stesso anno all’Università Statale di Milano; da allora Dario Fo non l’ha mai abbandonata, limandola e innovandola di volta in volta. Pirovano è un autentico amante e ammiratore di "Mistero buffo", giullare e interprete di quella tradizione medievale che il testo di Dario Fo fa rivivere sulla scena, intessuta e animata di una comicità grottesca e irriverente.

L’attore è stato letteralmente ‘folgorato’ dalla pièce quando, una sera del 1983 a Londra, città dove viveva da 10 anni, vede a teatro "Mistero Buffo"; da allora, come tutti i grandi amori, separarsi fu impossibile. E queste le parole di Dario Fo sull’allievo autodidatta: “L’ho trovato eccezionale. Soprattutto non mi faceva il verso, non mi imitava. Dimostrava una propria carica del tutto personale, una grinta di fabulatore di grande talento”.

Impasto comico drammatico, "Mistero buffo" è un insieme di monologhi di argomento biblico, ispirati alcuni ai Vangeli apocrifi, altri ai racconti popolari sulla vita di Gesù. Ecco allora che si passa dalla "Resurrezione di Lazzaro", descrizione parodistica di uno dei miracoli più popolari del Nuovo Testamento a "Il primo miracolo di Gesù Bambino", racconto tratto dai Vangeli apocrifi sul piccolo Jesus-Palestina fino a Bonifacio VIII; episodi e figure letti secondo un punto di vista ‘popolare’, che mira proprio ad una presa di coscienza dell’esistenza di una cultura popolare, non subalterna rispetto a quella ‘ufficiale’.

Al Carcano una scenografia essenziale, quasi inesistente, accoglie sul palco l’attore, il quale si diletta in un monologo trascinante, pieno di spunti di riflessione e legami con la contemporaneità; è un testo infatti che, coerente col teatro di Dario Fo, mira a smuovere le coscienze.

Forza e cardine di "Mistero Buffo" sono da una parte la lingua e, dall’altra, le potenzialità sceniche ed espressive, tese e sfruttate al massimo, dell’attore. È una lingua fortemente onomatopeica, che rivive grazie alle capacità vocali, supportata da quelle gestuali di Pirovano; l’impasto linguistico è stato definito “grammelot”, un miscuglio di dialetto padano con inflessioni venete, lombarde e piemontesi.

 
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Autore: Paola Santoro
09/11/2009 - 9.52.00
 
Il Carcano propone la pièce "Mistero Buffo"
FOTO: Il Carcano propone la pièce "Mistero Buffo"
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