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MOTUS X.03: L'ULTIMO ROAD MOVIE ADOLESCENZIALE

Il Danae Festival propone il genio dei Motus, con "X(ics)-Racconti crudeli della giovinezza" in scena al Franco Parenti

 
 

“X.03” è la terza opera esemplare dei Motus, con le proverbiali ideazione e regia di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò. Un originale e creativo reportage di vita che unisce le immagini di un video, sviluppatosi nelle aree suburbane più emarginate, da Cattolica a Ravenna, a Valence in Francia e a Halle Neustadt, in Germania, ad una rappresentazione teatrale amorfa, di un’intensità quasi viscerale.

Uno spettacolo sulla metastasi giovanile delle zone nevralgiche delle banlieues di ogni dove, con il loro disperato grigiore e il guazzabuglio di bande, pullulanti di una violenza ormai radicata, in cui la fragilità interiore dei cosiddetti ‘bulletti’ (raffigurati dalla società benpensante come insensibili) viene rivelata schiettamente senza fronzoli e preamboli.

Un proscenio spoglio e disadorno, quello scelto dai Motus e adibito al Teatro Franco Parenti (il 7 e l’8 aprile), in cui sporge, solitaria, una panchina su una strada infinita, l’ideale per aspettare che qualcosa di nuovo accada. Con le immagini cineree che scorrono sul fondo, in maniera quasi riflettente, si ergono sul palco, gli attori presi dalla strada, come la platinata e mascolina Silvia Calderoni, che si lancia senza meta sui suoi rollerblade, l’energico Sergio Policicchio con il suo basso, Ines Quosdorf dai capelli rosso fuoco, Mario Ponce-Enrile.

Le note divampanti hip hop e punk dei Fouls Jokers, Tomorrow Never Comes, Types of Erin e Bring me to my 2nd burial, rompono gli attimi in cui il silenzio dilaga. E mentre il vuoto esistenziale allarga le sue fauci, si continua a sguazzare in fatiscenti babilonie di cemento, dove “nessuno può trovarti”; dove il nulla serpeggia incontrastato intorno a menti psichedeliche e annoiate; dove il tedio divora il preludio dell’età adulta, quando ogni scelta è sbagliata, ogni fine è insensata.

“Noi siamo erbacce che muoiono e nascono identiche da un’altra parte”
.

E anche se l’animo adolescenziale tenta di trovare un’identità, la speranza si offusca, e l’annichilimento della giovinezza si disperde tra coriandoli di polistirolo e scatole sgombre, dopo giorni interminabili passati a guardare un sacchetto di plastica mosso dal vento e notti pericolose e balorde a saltare le strisce di una carreggiata, schivando auto che sfrecciano impazzite. I modelli da combattere sono tanti: le ideologie sociali già preincartate dagli adulti, la globalizzazione atavica, l’omologazione culturale.

Ma qualcuno, con un mantello verde speranza da supereroe, prova a fuggire da un mondo che non è vita, che se non ti uccide, ti agguanta nella sua morsa nichilista e brutale. Svolazza, smosso dal vento, pronto a spiccare il volo e andare via. Altrove.

Un teatro, quello dei Motus, “in perenne rivolta verso i ‘padri-padroni’…un cortocircuito di vecchio e nuovo, interno ed esterno, vuoto e pieno, presente e memoria ... gioventù e vecchiaia”.

 
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Autore: Enza Varvara
17/04/2009 - 11.31.00
 
Motus X.03: l'ultimo road movie adolescenziale
FOTO: Motus X.03: l'ultimo road movie adolescenziale
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