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TEATRO  ›  CLASSICO

MEDEA ED EDIPO A COLONO FANNO RIVIVERE LA MAGIA D'ALTRI TEMPI

Milanocultura presente alle rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa

 
 

E' la sensazione di vivere all'interno di un sogno, circondati da un'atmosfera magica, quella che prova il visitatore quando, non appena varcata la verde area perimetrale, tornando indietro di secoli, si ritrova immerso nei resti del teatro greco di Siracusa.

L'emozione cresce quando, non solo il corpo ma anche la mente entra in contatto con quella cultura e, occasioni uniche sono le annuali rappresentazione teatrali classiche, momenti di incontro e di confronto tra civiltà lontane nel tempo, ma accomunate da un'identità di pensiero e sentimento.

E' in situazioni come queste che ci si rende conto di quanto l'uomo rimanga fedele a se stesso e alla forza del suo pensare.

Quest'anno l'INDA, l'Istituto Nazionale del Dramma Antico, nel XLV ciclo di rappresentazioni classiche, dal 9 maggio al 21 giugno 2009, ha voluto celebrare lo straniero, figura peculiare e attuale di una terra di confine qual è la Sicilia, da sempre crogiuolo di culture e intelligenze differenti, ed ha inteso farlo attraverso 2 personaggi della tragedia greca, la barbara Medea, per la regia di Krzysztof Zanussi e il mendico Edipo.

É una veemente e sofferta Elisabetta Pozzi, che ricorda a tratti l'insuperabile Carmelo Bene, per i moduli espressivi e il lavorio vocale che le sono propri, a dare corpo, voce e sentimento alla Medea, “mater terribilis”, maga e donna tradita, dilaniata dalla sofferenza e dalla sete di vendetta e, profondamente umana quando, in un'aspra lotta con se stessa dubita riguardo al futuro da dare ai suoi figli.

Alla fine, sull'amore di madre vincerà l'orgoglio di donna, ferita ed offesa e, in questo, irrefrenabile nel suo atto estremo, “di togliere la vita a coloro che da lei sono stati generati”.

Un'Atene da kolossal cinematografico è rappresentata nell'“Edipo a Colono”, per la regia di Daniele Salvo e un eccezionale Giorgio Albertazzi, pacato e misurato nella sua imponenza scenica, accompagnato dalla figlia-guida Antigone e giunto, mendico e cieco nel bosco sacro alle Eumenidi di Colono dove, secondo l'oracolo, concluderà la sua vita.

Unico l'impianto scenografico per le due tragedie, firmato da Massimiliano e Doriana Fuksas, e costituito da una grande “lama concava” di superficie a specchio, a riflettere ciò che succede sulla scena, in un rapporto di continuità e richiamo tra il mondo umano e il divino pagano, da sempre alter ego dell'uomo.

Una nota di merito spetta ai costumi, leggiadri e preziosi quelli scelti da Beatrice Bordone per il coro, formato dalle donne di Corinto della Medea e, misurati ed espressione dei personaggi quelli di Nicola Luccarini per l'Edipo.

Le musiche, dagli alterni toni tribali e barocchi costituiscono una traduzione sonora dei fatti in scena, per due spettacoli che risultano essere difensori genuini dello specifico teatrale, nella sua unicità e nell'angoscia catartica che è propria della tragedia.

 
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Autore: Paola Santoro
22/05/2009 - 10.28.22
 
Medea ed Edipo a Colono fanno rivivere la magia d'altri tempi
FOTO: Medea ed Edipo a Colono fanno rivivere la magia d'altri tempi
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