LA NOSTRA NUOVA SQUADRA
Gli obiettivi che 'MilanoCultura' si pone per il 2010 e con 'chi' intende perseguirli
'MilanoCultura' si avvicina a compiere 1 anno di vita, ed è tempo di trarre un bilancio sulla nostra attività e di presentare i nostri propositi per il 2010. Siamo partiti nei primi mesi del 2009, con l’intenzione di coprire il panorama culturale dell’area milanese con un taglio particolare: ci interessava andare a presidiare alcune nicchie che non trovano spazio negli organi di stampa tradizionali. Questo non perché c’interessasse perseguire una particolare strategia di marketing: eravamo convinti che la scena culturale di una città non si misuri esclusivamente nel consumo di grandi eventi che transitano sul territorio e sono al centro dell’attenzione del pubblico.
Volevamo invece dare voce a tutte quelle realtà che costituiscono spesso mondi apparentemente a sé stanti, e che però di fatto contribuiscono in maniera decisiva alla costruzione di quella comunità di operatori e fruitori su cui si forma la società culturale. Teatri off, club di musica underground, associazioni che animano stagioni di musica classica, gallerie che presentano gli artisti emergenti della scena internazionale, ambiti in cui trovano spazio i writer, la poetry dell’hip hop underground. Posso dire con una certa soddisfazione che Milano Cultura costituisce il primo tentativo di far convivere questi linguaggi.
Ci siamo riusciti grazie a una scelta felice: quella di non affidarci a giornalisti professionisti, ma di andare a cercare i nostri collaboratori tra i cultori di ciascuna nicchia. Privilegiando forse la competenza alla scrittura, e cercando però di essere sempre nel contempo autorevoli e appassionati.
Il primo nucleo da cui siamo partiti è quello dei collaboratori di musica classica e lirica: Laura Faoro e Daniela Cattaneo per il repertorio che spazia dal Settecento al Novecento, Giuseppe Califano per la musica contemporanea, Sara Bissera per la lirica. Abbiamo ridato "vita" a un genere che ormai i lettori dei quotidiani cartacei si erano dimenticati: la recensione dei concerti e delle opere. Fatta da musicisti e compositori "giovani", che però posseggono un background di studi importante.
Attorno a loro si sono mossi Simone Sacco e Chris Airoldi per la musica rock e jazz, Enza Varvara e Alice Sala per la letteratura, Alberto Mari per la poesia, Anna Grazia Liuzzi per l’arte, Laura Frigerio per il cinema: un gruppo che ci ha permesso di crescere e consolidare la nostra esperienza, coadiuvato da un nucleo di "ragazze" entusiaste, composto da Sara Belotti, Elisa Di Battista, Paola Santoro, Martina Musella e Valentina Arena, che hanno compiuto con noi le loro prime "prove" di scrittura, aiutandoci anche nella redazione e nel lay-out degli articoli, che è uno dei tratti distintivi di 'MilanoCultura'.
A questa prima "formazione", che per buona parte continua a costituire l’ossatura della nostra squadra, va il ringraziamento mio e dell’editore, Angelo Barisone, per l’importante lavoro svolto, con "totale" dedizione.
Per il 2010 abbiamo pensato di "arricchire" il nostro piano editoriale con alcuni progetti mirati, che alzassero ulteriormente il 'livello' della nostra proposta, e che, nel contempo, s’inscrivessero in quella logica di crescita omogenea che nella nostra visione investe tanto la testata quanto le singole scritture che ospita.
Abbiamo anzitutto messo a punto un progetto con Minimum Fax, uno degli editori più dinamici del panorama italiano, individuando 3 collane (Nichel, Indi e Classics) e andando ad affidarle ad altrettante "nuove" collaboratrici.
La giovanissima scrittrice torinese Gaia Rayneri, il cui esordio “Pulce non c’è”, è stato salutato come una delle uscite di narrativa più interessanti del 2009, si occuperà dei nuovi linguaggi della narrazione sviluppati da 'Nichel'.
Francesca Baraghini, 25enne giornalista genovese con una passione bruciante per la tradizione del grande reportage, seguirà la lettura del "tempo presente" che si articola nelle inchieste e nei saggi pubblicati da 'Indi'.
Francesca Picozza, attrice e scrittrice di teatro, romana, che abbiamo visto quest’anno al cinema in “Vincere”, film "magistrale" di Marco Bellocchio, e che da tempo si occupa con grande competenza di letteratura scandinava (ha in pubblicazione un lavoro su Bergman), recensirà i romanzi “riscoperti” da 'Classics'.
Per quel che riguarda invece il territorio, volevamo trovare una "chiave" per presentare il patrimonio artistico e architettonico milanese ai nostri lettori, andando a individuare "percorsi" tematici nuovi tra collezioni museali, opere disseminate nell’area cittadina e nella provincia, stili e linguaggi che trovano a Milano una loro peculiare persistenza, personaggi che meritano per la loro statura uno sguardo più approfondito.
Con l’ambizione in futuro di andare anche a monitorare lo stato e le condizioni di conservazione e di tutela di 'beni' spesso sconosciuti ai nostri concittadini. Ci piacerebbe diventare in tal senso una piccola soprintendenza esterna, dialogante con quelle (interne) ufficiali.
A questo scopo abbiamo raggruppato 5 giovani studiose, che diventeranno i nostri 'critici' e “ispettori”. Tutte provengono dall’Università Cattolica, e hanno intrapreso percorsi di specializzazione mirati nell’ambito della storia dell’arte, del restauro, della museologia, dell’archeologia. Si tratta di Martina Mariani, Valeria Fortunato, Chiara Ravaioli, Ilaria Carvani e Silvia Giangiuliani, che ci aiuteranno a raccontare, fuori dalla retorica del “tesoro nascosto” le bellezze meno conosciute della nostra città.
Non si può parlare di 'cultura' a Milano senza occuparsi di architettura, design e arte contemporanea: anche qui ci siamo affidati a 2 giovani esperte, entrambe di origine versiliese, ma operanti da tempo a Milano: Elena Pardini e Maria Giulia Mazzari.
Per quel che riguarda invece i linguaggi della street culture, ci aiuterà Caterina Bigliardo, che documenterà la vita sotterranea di quelle espressioni che si vorrebbero relegare al mondo dei “B Boys”, e che invece oggi sono sempre più interconnessi con il sistema culturale “ufficiale”.
Ma non intendiamo ridurre il nostro "ruolo" esclusivamente a quello di "collettori di linguaggi eterogenei": vorremmo anche iniziare un dialogo vero e proprio con il mondo delle istituzioni, delle fondazioni e delle associazioni che caratterizzano la vita milanese sul fronte della cultura. Confrontandoci anche con la politica, ma sempre sul piano dei 'contenuti' e della difesa del diritto di ciascuna forma artistica ed espressione culturale a essere rappresentata. Ci aiuteranno in questo compito, per quel che riguarda la letteratura, anche due firme torinesi, Stefania Stecca e Antonella Giani, in quella logica che prevede ormai una compenetrazione sempre più forte tra la vivacissima scena del capoluogo piemontese e la nostra città.
Se è vero che è negli anni di crisi che si gettano le "basi" per il futuro, noi di Milano Web Publishing non siamo certo "stati a guardare". Ai tanti lettori che seguono 'MilanoCultura' e le nostre altre testate non possiamo che rivolgere l’invito a continuare a seguirci, e a vivere la nostra città anche come un’occasione di incontro e di confronto sui saperi e sulle espressioni della società straordinariamente "dinamica" in cui ci troviamo.