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CULTURA: LE PRIORITÀ PER IL GOVERNO

Servono una legge che contrasti la pirateria informatica e una diversa ripartizione del Fondo Unico per lo Spettacolo

Si è chiuso il primo anno della legislatura vigente, che è coinciso con una grave crisi economica mondiale. Non dobbiamo dunque sorprenderci più di tanto se alla voce “cultura” si registrano numerosi tagli alle risorse, ma non nuovi provvedimenti di legge. È bene allora provare a ricordare insieme che qualche cosa il Governo Berlusconi dovrebbe provare a farlo, a partire dai prossimi mesi.

È più che mai urgente una disposizione di legge che contrasti in qualche misura la pirateria informatica, che va a violare la proprietà intellettuale e a danneggiare in maniera grave tutto il comparto dell’industria culturale. Non ci stancheremo di dirlo: il danno subito dalla discografia, dal cinema, dall’audiovisivo, è tale da generare forti dubbi sulla sopravvivenza di molti segmenti del mercato editoriale.

I libri a oggi sono meno toccati dal problema, perché difficilmente scaricabili, in ragione del semplice fatto che leggere un lungo testo a schermo continua a essere faticoso, e i toner delle stampanti si consumano rapidamente se si vogliono riprodurre contro la legge testi downloadabili dai siti di Peer to Peer. Ma l’affermazione prepotente dei sistemi di distribuzione digitale impone comunque di provare a normare un mondo che oggi è a tutti gli effetti una giungla.

In tal senso, ci pare il caso di segnalare nell’interpretazione della normativa sulla privacy da parte dell’Autorità Garante troppa rigidità: la tutela dei dati personali non può diventare un comodo rifugio per chi, nascosto dietro un nickname o un indirizzo IP, viola il diritto d’autore. Da qualche mese, si è attivato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un tavolo di discussione, che dovrebbe portare in breve, grazie all’attività del Comitato Anti Pirateria, a formulare provvedimenti in materia. Si tratta di una priorità assoluta, altrimenti presto non vi saranno più le risorse per produrre cultura e veicolarla. E migliaia di posti di lavoro andranno perduti, in ragione di un egualitarismo che, dietro la bandiera comoda dell’utopia, in realtà non fa che riaffermare la doppia morale di chi crede di essere nel giusto solo perché oggi, a fronte della legge, non è punibile.

Bisogna poi ripensare la ripartizione del Fondo Unico per lo Spettacolo, probabilmente suddividendolo in maniera diversa, e integrandone le risorse. Oggi lo spettacolo dal vivo intercetta una parte significativa della disponibilità del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali in tal senso. E poi serve una legge di riforma del sistema cinematografico, che guardi possibilmente al modello francese, con il reperimento di una tassa di scopo tra tutti gli esponenti della filiera produttiva e distributiva, o, in alternativa, con il consolidamento del cosiddetto tax shelter.

Quel che è certo è che la Legge Urbani ha reso più competitiva la nostra produzione cinematografica. Ma ora occorre puntellare il sistema in questo contesto difficile, con la creazione di un Centro Nazionale alla francese, che eserciti la propria supervisione sull’attività dei produttori nazionali, razionalizzando la distribuzione delle risorse pubbliche in un’ottica che non si fermi al mero finanziamento del singolo film, ma badi anche a individuare percorsi e progetti produttivi e distributivi innovativi e alternativi a quelli vigenti, con una peculiare attenzione allo sviluppo di opportunità nell’ambito della digitalizzazione tanto della fase produttiva (perché aiuta a contenere i costi) quanto dell’esercizio cinematografico in sé (eliminando il costo della pellicola e aumentando la spettacolarità della visione).

Nell’ambito della cultura ci pare cioè che il modello a cui tendere sia solo in parte liberista e solo in parte liberale. Parlare di assistenzialismo non ci piace. Ma una scarsa attenzione a quelle che sono le priorità dell’industria culturale si riflette negativamente su tutta l’immagine del Sistema-Paese: un rischio che dobbiamo assolutamente provare a evitare.

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Autore: Andrea Dusio
13/05/2009 - 16.15.00
 
Cultura: le priorità per il Governo
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