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GLI "ORIZZONTI ENIGMATICI" DI HELMUT SCHOBER

Alla Fondazione Mudima la seconda "personale" milanese dell'artista austriaco

 
 

La Fondazione Mudima ospita fino al prossimo 2 Marzo "Orizzonti enigmatici/Enigmatische Horizonte", la seconda “personale” (dopo quella del 1994) dell’artista austriaco Helmut Schober, nato a Innsbruck nel 1947 ma da anni residente a Milano.

Con questa mostra, Schober fa il punto su una carriera iniziata che si è sviluppata all’insegna di una rigorosa, ma personale adesione ai canoni del minimalismo.

Tema centrale delle sue creazioni è infatti la riproduzione in forma visiva della luce, della luminosità allo stato puro: un soggetto, questo, che ha affascinato decine di artisti “minimal” fin dagli anni ’70 e che Schober ha interpretato unendo la compostezza geometrica tipica dei minimalisti americani (su tutti Dan Flavin e Donald Judd, dei quali Schober ha ripreso l’uso dei neon e delle forme pure) con il senso tipicamente mitteleuropeo della grandiosità cosmica (l’autore ha spesso definito la musica di Mozart tra le sue principali influenze artistiche).

Questo spirito ha preso via via il sopravvento nelle opere di Schober, e si esprime oggi nelle visioni “cosmiche” in mostra, in cui i ripetuti impasti di giallo, marrone e verde scuro raggiungono una trasparenza lucente quasi palpabile.

L’originalità della pittura di Schober sta però nella capacità di conservare un vago fondo di riconoscibilità e organizzazione spaziale in queste forme di luce, e di collocarsi quindi a metà strada tra Mark Rothko e il tardo Dalì, tra i quadrati di luce accecanti del primo e il tentativo del secondo di solidificare in sistemi geometrici la tecnica leonardesca dello “sfumato”.

Le visioni di Schober aderiscono allo spirito del minimalismo e al suo tentativo di oggettivare quegli elementi naturali e artistici (come appunto la luce) che sono normalmente associati alla suggestione emotiva, al pathos romantico; allo stesso tempo però si tengono lontane da un eccesso di freddezza “indagatrice”.

L’impossibilità di calarsi completamente nella percezione “panica” della luce e del calore, di sentirsi una cosa sola con il cosmo, e allo stesso tempo la perfetta comprensione e riproduzione razionale di questa esperienza “estatica”, è un tema classico dell’esperienza minimalista: Schober lo porta a un punto estremo in una mostra imperdibile e di sicuro fascino per gli amanti dell’arte del secondo ‘900.

Fondazione Mudima
via Tadino 26, 20124 Milano
tel. 02.29409633

Dal 19 Gennaio al 2 Marzo 2012
Lunedi-Venerdi dalle ore 15.00 alle ore 19.30
Sabato su appuntamento

E-Mail info@mudima.net

   
Autore: Stefano Aicardi
19/01/2012 - 18.53.00
 
Gli "orizzonti enigmatici" di Helmut Schober
FOTO: Gli "orizzonti enigmatici" di Helmut Schober
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