SCOMPARE IL FILOSOFO PAOLO ROSSI
Restano fondamentali i suoi studi sul mondo scientifico del Seicento e i lavori su Giambattista Vico e Bacone
Grave perdita nel mondo della filosofia: è scomparso Paolo Rossi. Lo studioso fiorentino, che era stato in giovenutù allievo di Eugenio Garin, e si era formato poi con Antonio Rossi, è morto a Firenze, all'eta di ottantanove anni. Rossi aveva dedicato la sua ricerca alla cosiddetta "rivoluzione scientifica" del Seicento. In testi fondamentali, quali "Dalla magia alla scienza" (1957) e "I filosofi e le macchine: 1400-1700" (1962) aveva tracciato una sua visione innovativa dell' "uscita" dal pensiero magico che contraddistingueva l'uomo del Medioevo, polemizzando duramente con i "continuisti", ed evidenziando in tal senso un tratto di forte discontinuità nel modo di fare scienza intrapreso da Galileo e Francesco Bacone. Nel 1991 aveva vinto il Premio Viareggio con il saggio "Il passato, la memoria, l'oblio" . Un altro testo fondamentale per la compresione del suo pensiero è "Il tempo dei maghi", del 2006, in cui si sofferma anche sulla figura di Giordano Bruno. Alla scoperta del tempo "profondo" dedicò nel 2003 un compendio che riscosse grande successo nel mondo degli studi filosofici, "I segni del tempo. Storia della Terra e storia delle nazioni da Hooke a Vico".