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CONTRO LA PRIMA DELLA SCALA

Impressioni a caldo sul Don Giovanni, tra le perplessità relative alla regia, infarcita di trovate scheniche che suonano forzate, e il giudizio positivo sui cantanti e sulla direzione di Baremboin

 
 

Quanto potranno essere costati gli insoliti costumi di scena e il prezioso allestimento scenografico del Don Giovanni?
E quale sarà il cachet per l’ineguagliabile regista?
Il mercatino natalizio dell’Opera Don Guanella che, come noto, vende anche abiti e biancheria usata, e il ferramenta dietro l’angolo, potranno facilmente aiutarci a rispondere alla prima domanda. Per quanto riguarda il regista, la nostra è una domanda retorica perché nessuna cifra potrebbe adeguatamente retribuire le tante trovate sceniche, dal nudo integrale alle passeggiate in platea, dall’autentico pranzo “lucculiano?” del protagonista al presentare, nella scena finale, il Convitato di pietra (e il suo doppio !?), non in un cimitero, come vorrebbe il superato libretto, ma addirittura nel Palco Reale.
Quale oculata politica dei prezzi potrà ammortizzare questi investimenti? Quanti appelli disperati dovrà ancora fare il Sovrintendente per sollecitare soccorsi economici al beneamato carrozzone? Ma, si domanda l’ingenuo spettatore, perché mai avranno speso tanti soldi per realizzare un palcoscenico ipertecnologico, per poi utilizzarlo come quello del mio oratorio?
Splendido Mozart, ottima compagnia di canto, capace anche di recitare in scene da pochade, bravissimo direttore, forse con qualche incongruenza tra orchestra e cantanti all’inizio del primo atto, ma, per il resto, che senso ha rappresentare un’opera settecentesca in un guazzabuglio spazio - temporale?
Non sarebbe più coerente dal punto di vista culturale non stravolgere storicamente ambientazione e costumi?
Se, per un gusto intellettualoide, si vuole depurare la rappresentazione dalle ridondanze scenografiche, allora perché non rappresentare l’opera in forma di concerto, e poi avere il coraggio di portarla in giro per i palcoscenici più svariati, in modo che tutti e non solo poche migliaia di privilegiati possano accrescere la propria cultura, argomento di cui tutti si riempiono la bocca?
Nel frattempo, in attesa di queste cose irrealizzabili, personalmente continuerò a vedere le opere in altri teatri meno prestigiosi ma anche di gran lunga meno costosi, in attesa di assistere in televisione alla prossima, stucchevole, prima della Scala.

 
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Autore: Giovanni Dusio
07/12/2011 - 23.50.00
 
Contro la Prima della Scala
FOTO: Contro la Prima della Scala
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