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MAGICO IL TESTO, MAGICA LA MUSICA

Giuseppe Di Leva e Carlo Maria Cella in una conferenza sull'opera A Midsummer Night's Dream di Benjamin Britten al Teatro alla Scala

 
 

Gli Amici della Scala hanno presentato il nono incontro del ciclo “Prima delle prime” lo scorso 3 giugno al Ridotto dei palchi “Arturo Toscanini”. Per parlare dell’opera di Benjamin Britten "A Midsummer Night’s Dream" sono stati invitati Giuseppe Di Leva, esperto di librettistica d’opera, e Carlo Maria Cella, musicologo e capo ufficio stampa Teatro alla Scala.

Nel suo discorso Giuseppe di Leva si è concentrato sul libretto dell’opera che è un’adattazione dell’omonimo lavoro teatrale di William Shakespeare. Lo scrittore inglese ha solo poco più di trent’anni quando presenta al pubblico londinese per la prima volta il "Sogno di una notte di mezza estate" che diventerà una delle sue opere più amate e popolari. È un testo in quale mitologia e storia si intrecciano e sovrappongono. La storia si basa su un matrimonio alle origini della civiltà – quello tra Teseo e Ippolita - che serve per una cornice dell’opera. Si intrecciano trame diverse d’incanto e d’amore nel mondo magico di fate, elfi, e fantasie. Di Leva ha parlato del significato dei nomi dei protagonisti nella loro versione inglese e come spesso tradotti in italiano perdono una parte dell’intento dell’autore.

Carlo Maria Cella invece ha riflettuto sulla musica di Britten composta in 1960. In questi 360 anni dalla scrittura del lavoro teatrale tanti compositori si dedicano ai soggetti shakespeareani, tra cui anche Henri Purcell. Britten, insieme al grande tenore e suo compagno di vita Peter Piers, decide di conservare la versificazione di Shakespeare e il risultato è un libretto molto fluido e naturale.
'Tagliato' il primo atto della commedia, si entra subito nel Sogno - l’introduzione include le tipiche scale cromatiche ed i glissandi che creano un’atmosfera mistica e sovrannaturale. Il compositore inglese è molto legato alla natura e le sue opere spesso hanno una dimensione liquida, osserva Cella. Il meraviglioso coro delle fate all’inizio dell’opera è affidato ad un coro di voci bianche. La parte di Oberon, scritta per un controtenore, fu eseguita per la prima volta dal grande Alfred Deller. Titania invece è forse il personaggio più cantabile di Britten e le sue arie fanno molti riferimenti al belcanto.

L’orchestra è composta sopratutto da arpi, cembali, celeste e percussioni – gli strumenti preferiti di Britten. Gli ultimi versi dell’opera, declamati da Puck accompagnato dal tamburo, sono assolutamente fedeli al testo di Shakespeare. "A Midsummer Night’s Dream" è considerata tra i migliori capolavori del geniale compositore inglese che purtroppo viene terribilmente sottovalutato in Italia, nota Carlo Maria Cella.

L’opera va in scena al Teatro Meneghino in sei recite dal 6 giugno al 17 giugno, in lingua inglese, nella regia di Robert Carsen e sotto la bachetta di Sir Andrew Davis.

   
Autore: Bissera Nikolova
07/06/2009 - 11.46.00
 
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