LA CARRIERA DI UN LIBERTINO, TRA CLASSICA E MODERNISMO
La rivoluzionaria opera di Stravinskij va in scena al Teatro alla Scala sino al 17 maggio
Dopo vent’anni dall’ultima esecuzione l’opera La carriera di un libertino (The Rake’s Progress) di Igor Stravinskij torna al celebre teatro meneghino in una coproduzione internazionale (Bruxelles, Londra, Lion, Madrid e San Francisco). Da quando si era stabilito negli Stati Uniti in 1939, Stravinskij stava contemplando la possibilità di scrivere un’opera in inglese. La composizione durò tre anni e fu terminata nell’aprile 1951. La prima andò in scena l’11 settembre dello stesso anno alla Fenice di Venezia in una produzione del Teatro alla Scala con Elisabeth Schwarzkopf, Robert Rounseville e Otakar Kraus e condotta dallo stesso Stravinskij.
L’originale libretto di Wistan Hugh Auden e Chester Kallman racconta l’ascesa e la caduta del irresponsabile giovanotto Tom Rakewell. E ispirato, anche se solo alla lontana, dal ciclo di otto incisioni su rame di William Hogarth che Stravinskij vide al Chicago Art Institute nel maggio 1947.
La storia si svolge nell'Inghilterra del XVIII secolo. Tom Rakewell entra all’improvviso in possesso di un’eredità enorme e decide di andare a Londra per sprecarla, lasciando la sua amata Anne in campagna. Un personaggio debole ed influenzabile, Tom viene tentato e manipolato dal diavolo incarnato in uno sconosciuto personaggio ambiguo, Nick Shadow...
Alla fine trionfa la redenzione dell’amore puro di Anne, ma Tom deve pagare un prezzo alto per la suo dissolutezza – la perdita della ragione. Il visionario regista canadese Robert Lepage ha costruito un’impressionante produzione ambientata negli anni Cinquanta tra Texas e Las Vegas che riflete la mostruosità della società moderna.
"The Rake’s Progress è un’opera complessa, che va scandagliata in profondità, un’opera per la quale occorre trovare una rappresentazione e un senso che parlino a noi oggi", racconta Lepage.
Tom Rakewell diventa un cowboy sempliciotto, sedotto e trascinato da immagini scintillanti e false promesse di un’America hollywoodiana. Il mefistolico Nick Shadow, è un drammaturgo-regista che torna al pubblico spesso e commenta gli azioni di Tom. William Shimell è adattissimo al ruolo del diavolo, mentre il giovane talento Andrew Kennedy, con la sua espressiva voce, convince nel ruolo di Tom, un vero essere umano con tutti suoi difetti e limiti nella ricerca di un Paradiso Perduto. Emma Belle, grande musicista con un bel timbro di voce, interpreta il personaggio di Anne Truelove in tutta la sua tenerezza e beltà.
L’americano David Robertson, esperto del repertorio di Stravinskij, dirige con tanto entusiasmo e creatività quest’opera che marca la fine della fase neoclassica del compositore russo, cominciata con il balletto Pulcinella (1920).
La Carriera di un libertino è un paradosso tra classica e modernismo. Omaggio alla tradizione melodrammatica italiana di inizio Ottocento, l’opera è articolata in pezzi chiusi separati da recitativi accompagnati dallo clavicembalo. Dall’altro lato è notevole la modernità della musica, con ritmo e metrica irregolari ed armonia lontana del sistema tonale.
La regia autoriflessiva e la geniale musica di Stravinskij sono una combinazione vincente. E' un'opera che ha completamente cambiato il teatro musicale negli ultimi anni. Alla fine dello spettacolo tutti i personaggi si presentano alla ribalta per riassumere La Morale di quest’avventura sociale: con gli oziosi il diavolo trova sempre lavori...