FLAVIO TESTI E GIUSEPPE VERDI: UNA COMBINAZIONE VINCENTE
Il secondo atto del Rigoletto eseguito in forma di concerto nel recital all'Auditorium
Gli scorsi 12, 13 e 15 marzo l’Auditorium di Milano ha accolto in un concerto opere di 2 compositori ben diversi, Flavio Testi e Giuseppe Verdi. Sotto la bachetta di Giampaolo Bisanti ed insieme a cantanti internazionali, l’orchestra La Verdi ha eseguito un eccellente programma ad alto livello musicale.
Il soprano ucrainese Olga Zhuravel ha cominciato la serata con Canti d’amore per soprano e orchestra di Flavio Testi. Nato a Firenze, Testi completa gli studi musicali al Conservatorio di Torino e poi si trasferisce a Milano. E' sicuramente uno dei compositori più interessanti del dopoguerra. Questi suoi brani scritti su Rime d’amore della poetessa cinquecentesca Gaspara Stampa sono stati eseguiti per la prima volta nel 2001 a Torino. Dopo i Canti, in prima assoluta, è stata presentata l’opera gemella, Altri canti d’amore per tenore e orchestra su 3 sonetti di Shakespeare. In occasione della prima di Altri canti, il compositore ha scritto: “sono, sì, canti d’amore, ma talmente intensi, violenti ed espressivi da trasformarsi nel più aggressivo dei gesti teatrali” .
La seconda parte del concerto ha visto l’esecuzione del secondo atto di Rigoletto di Verdi.
Un melodramma su libretto di Francesco Maria Piave tratto da Le Roi s’amuse di Victor Hugo, è una delle opere più amate dell’immortale compositore. Il secondo atto è chiave per lo sviluppo della trama e contiene arie famosissime tra cui “Ella mi fu rapita” del Duca, “Tutte le feste al tempio” di Gilda e “Sì, vendetta, tremenda vendetta” di Rigoletto. Bellissimo anche il duetto di Gilda e Rigoletto, questa sera eseguito dal soprano Elena Mosuc e il baritono Leo An, il secondo dotato di una bellissima voce capace di grande espressività musicale.
La combinazione Testi – Verdi è stata vincente nonostante la natura ben diversa delle loro composizioni. Merita speciale menzione il direttore milanese Giampaolo Bisanti per la sua energia e dedizione.
Bravo è stato anche il Coro Sinfonico di Milano 'Giuseppe Verdi' col maestro Erina Gambarini.