Milano Cultura
Milano Notizie
 
 
MUSICA  ›  CLASSICA

A TU PER TU CON SHLOMO MINTZ

Anche i geni dell'archetto (a volte) sono umani

 
 

Avere ospite a Milano una personalità come il grande Shlomo Mintz - così di spicco nel panorama violinistico mondiale - è sicuramente di per sé un’occasione rara e preziosa; tanto più quando si presenta con un recital tutto suo, in duo con il piano in un programma vario e "succulento", spaziando dal rigoroso Bach, al dolcissimo Brahms per chiudere con le asperità virtuosamente zingaresche della "Tzigane" di Ravel.

Eccolo dunque ospite per "Serate Musicali" lo scorso 29 marzo, in una sala Verdi gremita all’inverosimile di studenti, musicisti e appassionati di ogni età. Tutti in attesa di un concerto potenzialmente strepitoso. Già, perché con Mintz siamo di fronte ad un artista a tutto tondo, un violinista che calca ufficialmente le scene da quando ad 11 anni debuttò in Israele, sua patria adottiva e solo pochi anni più tardi – ancora adolescente imberbe – oltreoceano, alla Carnegie Hall.

Non sono solo le tappe prodigiose della carriera a parlare per lui, ma la sua tecnica sopraffina ed infallibile, la musicalità naturale e – soprattutto – lo stupendo suono che Mintz riesce a cavare dal legno del suo violino, grande e pieno, ma allo stesso tempo limpido, avvolgente e luminosissimo.

Altra particolarità della serata era la scelta volutamente azzardata e provocatoria di presentare la "Partita n.2" di J.S. Bach per violino solo (con la celebre impervia "Ciaccona") nella versione con l’arrangiamento per il pianoforte realizzata da Robert Schumann. Il compositore tedesco non era nuovo a queste sperimentazioni, visto che solo pochi anni prima aveva scritto un accompagnamento pianistico per tutti i 24 "Capricci" di Niccolò Paganini.

Queste le premesse. Peccato che anche ai grandi capitano le serate non impeccabili, con un risultato che ha lasciato un po' di amaro in bocca; Mintz accompagnato dal pianista Petr Jiříkovský ha aperto la serata proprio con Bach.

E qui l’esecuzione è stata purtroppo inficiata da insolite sbavature d’intonazione, che trovano ragione forse nell’origine stessa del pezzo, scritto non a caso da Bach per il solo violino, essendo brano irto di difficoltà tecniche e di impervi bicordi e tricordi che mal si conciliano evidentemente con un pianoforte che faccia da continua cartina di tornasole di altezze ed intervalli.

La serata è proseguita con la "Terza Sonata" di Johannes Brahms, in cui Mintz è via via ridiventato "padrone" del palcoscenico, dando prova del suo animo più romantico e sfoderando, specie nell’ultimo tempo, il suo meraviglioso suono, dal vibrato perfetto e dal timbro ammaliante.

Il meglio del concerto si è avuto tuttavia nel brano virtuosistico di Maurice Ravel e nei 2 bis concessi dal maestro, una trascrizione da "Le coq d’or" di Rimskij Korsakov e la "Danza Ungherese n.17" di Brahms.

In tutti questi pezzi, Mintz ha mostrato un controllo tecnico dello strumento davvero strepitoso unito ad una pregevole sensibilità per lo stile zingaresco, che l’ha visto trasformarsi in un "indiavolato" funambolo dell’archetto, suscitando l’entusiasmo del pubblico con la velocità folle di scale ed arpeggi, gli armonici in pianissimo e l’agilità dei colpi d’arco.

Speriamo comunque di vedere Mintz di nuovo ospite a Milano in forma e con lo stesso smalto di quando – anni fa – aveva infiammato la sala Verdi presentandosi in veste di direttore solista negli ultimi 3 concerti di W.A. Mozart per violino orchestra.

 
GALLERIA FOTOGRAFICA

La fotogallery necessita di JavaScript e Flash Player. Scarica Flash qui .

   
Autore: Laura Faoro
05/04/2010 - 10.54.00
 
A tu per tu con Shlomo Mintz
FOTO: A tu per tu con Shlomo Mintz
PRIMO PIANO
INTERVISTE
Quotidiano di notizie, eventi e personalità
Registrato presso il Tribunale di Milano con il n° 518 del 15/09/2008
Direttore Responsabile: Gianluca Grossi
Edito da Milano Web Publishing Snc  -  Web Hosting Company: Aruba SpA