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SERATA RUSSA AL TEATRO ALLA SCALA

La Filarmonica di San Pietroburgo e Lugansky interpretano Rachmaninov e Cajkovskij

 
 

Non c’è niente di meglio che ascoltare dell’ottima musica russa eseguita da interpreti russi d’eccezione. Se è vero ciò che dicevano alcuni filosofi della musica negli anni Sessanta, i musicisti "madrelingua" dovrebbero avere decisamente una marcia in più nel presentare al pubblico opere di loro compositori conterranei.

La cadenza musicale del linguaggio parlato penetra e ordina la musica: chi se non un interprete madrelingua può avere una pronuncia più perfetta?

Allora ecco che il "Secondo Concerto per pianoforte e orchestra" di Rachmaninov, sotto le dita di Lugansky, risuona più russo di qualunque altra interpretazione straniera, così come la Sinfonia "Patetica" di Cajkovskij nelle mani di Temirkanov alla guida della Filarmonica di San Pietroburgo, risuona come un inedito romanzo di Dostoevskij.

Se poi la cornice di questo meraviglioso concerto è il prestigioso e affascinante teatro Alla Scala, come d’incanto i suoni si rivestono di un’aura fascinosa, creando quell’atmosfera sublime in grado di incantare anche chi si è accostato a questo appuntamento di altissimo livello, mosso più da ragioni frivole che dall’autentica passione per la musica.

Grande soddisfazione hanno avuto gli appassionati e gli intenditori, ansiosi di ascoltare il giovane e talentuoso Nikolai Lugansky tornato alla Scala per la seconda volta: una tappa irrinunciabile tra i suoi mille impegni concertistici nelle più prestigiose sale di tutto il mondo e in collaborazione con le più grandi orchestre e importanti direttori.

Le luci si abbassano e Lugansky, accanto a Temirkanov, fa il suo ingresso in scena, accolto da un tiepido applauso ricco di aspettative.

L’attacco di Rachmaninov è sorprendente, come se le sue mani fossero avvolte da un prezioso guanto di velluto. L’atmosfera si scalda e improvvisamente l’orchestra si inoltra nel vivo del discorso travolgente e, allo stesso tempo, sensuale del primo movimento.

La varietà di atmosfere create, l’intensità emotiva e l’arditezza tecnica di questa partitura fanno di questo concerto un autentico capolavoro, vera pietra miliare della letteratura per pianoforte e orchestra, tanto amato dal pubblico, fin dalla sua prima esecuzione del 1900.

Magnifica esecuzione quella di Lugansky e Temirkanov, con una Filarmonica di San Pietroburgo dal suono poderoso, forse fin troppo.

Il palco era colmo, con l’orchestra disposta "alla tedesca" (con i violini secondi a destra): una buona idea per l’effetto sonoro, peccato però che lo spazio limitato, a causa dell’ingombrante presenza del pianoforte, ha costretto una parte di questi ultimi a dare le spalle al pubblico per poter vedere il direttore.

Forse la soluzione, seppur drastica, sarebbe stata quella di ridurre leggermente l’organico, che in molti luoghi è parso fin troppo consistente, impedendo una buona interazione con il pianoforte.

Tuttavia, tale scelta è stata senz’altro frutto di un compromesso in parte condivisibile, dal momento che il suono della "Patetica" è risultato grandioso e del tutto adeguato.

Nello stesso solco inteso e individualista del concerto di Rachmaninov si insinua, infatti, la Sinfonia n. 6 "Patetica" di Cajkovskij.

Ciò che accomuna le 2 partiture è proprio il drammatico contesto biografico in cui sono state scritte: il primo in uscita da una grave crisi depressiva, il secondo vittima di un’irreversibile perdita di autostima che l’hanno condotto, 4 giorni dopo, al suicidio.

La Filarmonica di San Pietroburgo ne ha offerto una lettura profonda e tecnicamente ineccepibile. Lodevole è stato il direttore Yuri Temirkanov che non solo ha dato un saggio della sua chiara, essenziale ed elegante gestualità di grande direttore del Nord, ma ha dimostrato di essere un raffinato e laborioso concertatore, capace di levigare ogni minuzia della partitura con idee musicali ricche e preziose.

La sera del 15 marzo è stata davvero memorabile per la levatura degli interpreti ingaggiati grazie anche alla collaborazione di Serate Musicali, che già in passato aveva ospitato questi illustri musicisti.

 
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Autore: Daniela Cattaneo
29/03/2010 - 17.59.00
 
Serata russa al Teatro alla Scala
FOTO: Serata russa al Teatro alla Scala
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