Milano Cultura
Milano Notizie
 
 
MUSICA  ›  CLASSICA

SE N'È ANDATO L'ULTIMO WAGNER

Aveva 90 anni il nipote del grande compositore, scomparso a Bayreuth lo scorso 21 marzo

 
 

Un caro amico (wagneriano doc, di quelli che ogni estate, almeno per un giorno, passano a Bayreuth…) mi raccontava che ad incrociare il suo sguardo, mentre attraversava con fierezza il teatro diretto per 56 anni, un brivido ti percorreva la schiena: c’era un preciso istante in cui perdevi il senso del tempo e ti sembrava di essere ripiombato in pieno ‘800 e di avere davanti a te Richard Wagner in persona.

Era questo che si provava a trovarsi di fronte Wolfgang Wagner, il nipote dell’illustre compositore, che è stato direttore artistico del celeberrimo Festival di Bayreuth per 56 anni, fino al 2008. Wolfgang si è spento il 21 marzo scorso, proprio a Bayreuth, all’età di 90 anni.

Personaggio importantissimo per il suo lavoro durato oltre mezzo secolo, l’eccentrico Wolfgang, consapevole dell'impressionante somiglianza con il nonno, la metteva in risalto con un abbigliamento adatto e atteggiamenti da vero “divo” (che il nonno, in effetti, ne aveva da vendere).

Per capire l’importanza del personaggio, comunque, è doveroso accennare innanzi tutto a cos’è Bayreuth: una graziosa cittadina della Baviera settentrionale, dove Wagner (Richard, s’intende), decise di costruire un teatro che mettesse in scena le sue opere: quelle opere che lui aveva scritto per la Germania e per il mondo.

Molti, quando ne parlava, pensavano farneticasse. E le risate non mancavano. Ma il tempo e la caparbietà gli diedero ragione: nei modi più disparati e soprattutto con l’aiuto di un principe “illuminato”, riuscì nell’impresa. E così oggi Bayreuth è un vero e proprio luogo di culto, “una Mecca” per gli appassionati, meta verso cui si ripete, ogni anno come un rito, un solenne "pellegrinaggi"o, in occasione dell’omonimo Festival che mette in scena esclusivamente spettacoli wagneriani.

Lì rimarrà sepolto Wolfgang, sotto le mura di quel teatro leggendario, accanto alla tomba del nonno e della nonna, nonché di Franz Liszt (di cui era pronipote). Dunque, un peso enorme portava sulle spalle l’ultimo dei Wagner, un’eredità di quelle non facili da “gestire”.

Ma forse era il peso che gli costava meno portare, visto che aveva speso gran parte della sua vita se non a "togliere" almeno a "sbiadire" una macchia difficile da giustificare: negli anni ‘30 e ’40 il Festival era diventato un'espressione del nazismo a tutti gli effetti. Una compromissione cui aveva contribuito la madre di Wolfgang, fan di Hitler.

A conti fatti, dopo 56 anni, forse quella macchia è probabilmente sbiadita, archiviata come un errore imperdonabile certamente, ma appartenente ormai ad un passato non più riproponibile. Come c’è riuscito? Seguendo, rigorosamente, 2 strade.

Innanzi tutto quella “politica”, con gesti significativi, come quello di "bandire" la madre dal Festival per sempre; e di rinnegare, qualche anno più tardi, anche suo figlio, autore di un testo ambiguo su un’opera del "Wagner capostipite", il “Crepuscolo degli dei”; nel libro incriminato tracce di quella indefinibile “simpatia” per il nazismo.

E dunque perseguendo la seconda strada, quella dell’arte. Sotto la sua direzione sono nati spettacoli mai visti prima intorno alle rappresentazioni di opere wagneriane: con lui è stato "sdoganato" il mito delle valchirie a cavallo per lasciare il posto a regie minimaliste, provocatorie, scioccanti per i tradizionalisti. Una strada che gli provocò parecchie critiche, ma che ha visto nascere produzioni rimaste nella storia, come quella dell’intero ciclo dell’ Anello del Nibelungo, messo in scena nel 1976 da Patrice Cherau (regista) e Pierre Boulez (direttore).

Oggi quello di Bayreuth è uno dei teatri più prestigiosi al mondo. Per poter passare da quelle parti e assistere ad uno spettacolo c’è da prenotare e aspettare anni. Il sogno wagneriano continua, attraverso il tempo, con qualche acciaccatura, ma indenne. E il merito, oltre che della musica eterna di Richard Wagner, è anche dell’eccentrico Wolfgang e della su profonda e incorruttibile onestà intellettuale.

 
GALLERIA FOTOGRAFICA

La fotogallery necessita di JavaScript e Flash Player. Scarica Flash qui .

   
Autore: Giuseppe Califano
25/03/2010 - 14.45.00
 
Se n'è andato l'ultimo Wagner
FOTO: Se n'è andato l'ultimo Wagner
PRIMO PIANO
INTERVISTE
Quotidiano di notizie, eventi e personalità
Registrato presso il Tribunale di Milano con il n° 518 del 15/09/2008
Direttore Responsabile: Gianluca Grossi
Edito da Milano Web Publishing Snc  -  Web Hosting Company: Aruba SpA