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OLLI MUSTONEN ARTISTA POLIEDERICO PER SERATE MUSICALI

Nella stessa sera direttore (ottimo) compositore (discreto) e pianista (controverso)

 
 

Di fronte al sempre più frequente imperversare di grandi strumentisti che decidono ad un certo punto della loro carriera di impugnare la bacchetta e spesso - diciamolo pure - con esiti imbarazzanti, Olli Mustonen rappresenta un’eccezione davvero particolare.

Avendo affiancato sin da bambino lo studio della composizione al pianoforte, Mustonen si forma da subito una competenza musicale a 360 gradi, cui ha aggiunto negli ultimi tempi pure la pratica sul podio.

Proprio in questa 'triplice veste', pianista, compositore e direttore, si è dunque presentato per "Serate Musicali" lo scorso 15 febbraio.

Un programma particolarmente originale che - oltre al brano "La vecchia chiesa a Petajavesi" di Mustonen includeva pure una suite dal balletto "La signora con il cagnolino" del compositore russo Rodion Shchedrin, celebre autore contemporaneo presente in sala per l’occasione.

Mustonen ha dunque aperto la serata con il suo pezzo, sfoderando un bellissimo gesto da direttore, ampio e chiarissimo: la composizione è parsa invece di gusto un po' retrò, sul filone della musica descrittiva, con echi da Stravinskij e Bartók nelle soluzioni ritmiche.

Scritta in occasione del "Menuhin Festival Gstaad 2008", questa pagina è infatti dedicata ad una chiesa finlandese del 1700, di cui è rievocata la fase di costruzione e la sua antica attività religiosa.
Il senso del sacro emerge soprattutto nel movimento "San Cristoforo" dove è abilmente resa una spiritualità grezza, popolare, nell’inno suonato dai violini che, sul tessuto armonico dell’orchestra, pare apposta leggermente fuori tono.
Nel complesso perciò una sorta di divertissement, un esperimento interessante nelle sonorità anche se non originalissimo.

E’ poi seguita la "Musica per archi, oboi e corni" di Shchedrin, pezzo un po' prolisso che ha sofferto dell’essere decontestualizzato dal suo normale impiego; molto ben accolto dal pubblico è stata certo una scelta ben azzeccata per far conoscere un autore pressoché ignoto in Italia ma di grande spessore in patria.
Basti pensare al suo vastissimo catalogo, che annovera parecchie musiche di scena per balletti, molte delle quali dedicate alla moglie, Maya Plisetskaya, in gioventù celebre prima ballerina del Teatro Bolshoi.

Eppure l’attenzione di tutta la sala era rivolta alla seconda parte della serata, che vedeva Mustonen cimentarsi al 'pianoforte' nel "Quarto concerto" di Ludwig van Beethoven; e qui definire “controversa” la sue interpretazione è poco.

Certo per chi è avvezzo al tocco pesante, picchiatissimo e quasi barbaro del finlandese la sua esecuzione potrà essere parsa un’ennesima prova di estrosità; ciononostante era decisamente fuori luogo per Beethoven.

Davvero un peccato, vista invece la bella prova dell’Orchestra di Padova e del Veneto, che ha suonato un Beethoven dal timbro caldo e pieno, con fraseggi morbidi ed eleganti.

L’effetto complessivo è stato pesantemente dicotomico, con Mustonen che, sull’accattivante tappeto sonoro dell’orchestra, ha suonato una personale “parafrasi” del concerto, prendendo (quasi) tutte le note beethoveniane (lette dalla parte) e cambiandone a proprio gusto dinamiche, tempi e colori.

In definitiva se è vero che i capolavori della musica classica per continuare a vivere hanno bisogno di nuove letture in grado di svecchiarli, siamo certi che questo nobilissimo fine non può essere raggiunto senza rispettare la loro essenza, perché laddove l’arbitrio personale perde di vista la parte l’effetto non potrà che apparire caricaturale.

 
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Autore: Laura Faoro
05/03/2010 - 18.47.00
 
Olli Mustonen artista poliederico per serate musicali
FOTO: Olli Mustonen artista poliederico per serate musicali
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