"IL PROFESSORE E LA CANTANTE"
Paolo Mazzarello analizza la figura di Alessandro Volta nella sua dimensione umana
Alle precedenti pubblicazioni dell’autore Paolo Mazzarello, docente di Storia della Medicina presso l’Università di Pavia, si aggiunge "Il professore e la cantante", saggio dedicato alla vita di un personaggio fondamentale della storia italiana e mondiale quale è stato Alessandro Volta. Non si tratta di una comune biografia, bensì di una suggestiva e curata ricostruzione della storia d’amore che ha travolto l’esistenza del noto fisico italiano, emersa dalle testimonianze documentarie giunte sino a noi e raccolte con estrema perizia dall’autore.
Un primo capitolo introduttivo è dedicato all’opportuna presentazione del contesto: nella seconda metà del ‘700 l’intrattenimento più diffuso nei salotti di nobili e borghesi era l’elettrologia, forza naturale oscura e meravigliosa, capace di catturare l’interesse di qualunque uomo del tempo. Le 'soirèes elettriche' si svolgevano assai di frequente con il fine unico di sollazzare gli animi della società del tempo, desiderosa di condividere nuove esperienze in coincidenza con un periodo storico destinato a sconvolgere l’equilibrio radicato nell’Europa della Belle Époque.
In breve tempo il fenomeno contagiò tutto il continente non solo a livello sperimentale, ma anche in campo letterario offrendo materia di confronto ai filosofi illuminati e motivo di svago per le persone comuni. Le riproduzioni di fenomeni elettrici in scala domestica si moltiplicarono dopo il 1730, anno in cui - come ricorda l’autore - l’inglese Stephen Gray riuscì a concentrare l’elettricità nel corpo di un ragazzo sospeso da terra e messo a contatto con un tubo di vetro elettrizzato. Questo traguardo spalancò le porte ad una copiosa attività sperimentale che sulle tracce di Gray e della regola di Charles Dufay, condusse all’elaborazione dell’ipotesi secondo la quale la sensibilità elettrica femminile è maggiore rispetto a quella dell’uomo.
Dai testi raccolti e riportati da Paolo Mazzarello emerge chiaramente il fascino esercitato da questi incontri, nel corso dei quali il 'meraviglioso fluido elettrico' scorreva scintillante nei corpi delle nobildonne, infiammandole di sensualità; esse, disinibite dalla forza misteriosa che percorreva loro le membra, divenivano così protagoniste di giochi maliziosi ed erotici che appagavano la frivola curiosità dei presenti. Era questo il tempo di Alessandro Volta, un mondo in cui la spensierata società giaceva rapita da qualunque forma di emissione elettrica generosamente offerta dai più eccellenti scienziati.
Alessandro era uno di questi. Egli, seppur filosofo naturale, era anche abile intrattenitore di folle che apprezzava la buona tavola ed era sempre circondato da giovani donne sulle quali esercitava un fascino tale da essere scherzosamente definito dall’amico Lichtenberg 'un vero cuscinetto a strofinamento per le signore'. L’abisso temporale che emargina Volta dai suoi contemporanei è efficacemente testimoniato da un brevissimo stralcio di testo, emerso dall’attenta ricerca svolta dall’autore.
Nel 1776 la passione per l’osservazione dei fenomeni naturali condusse il fisico italiano all’invenzione della pistola 'elettroflogopneumatica', strumento di grande impatto scenografico che suscitò la curiosità e l’apprezzamento del pubblico riunito nei salotti. Nei mesi a seguire tuttavia, l’arma divenne motivo di umiliazione per il suo inventore, il quale dovette riconoscere che lo strumento non era stato accolto dalla società per il suo apporto scientifico, ma unicamente per un impiego ludico. L’amara delusione suscitata da tale presa di coscienza non insidiò la volontà di Alessandro e nel 1778 le eccellenti competenze acquisite in elettrologia e chimica pneumatica gli furono sancite tramite l’assegnazione della Cattedra di fisica sperimentale presso l’Università di Pavia, all’epoca importante polo culturale europeo.
Questo traguardo gli consentì di compiere alcuni fondamentali viaggi di istruzione nei principali centri di ricerca d’Oltralpe, a stretto contatto con i più eminenti scienziati del tempo. La florida attività sperimentale di Volta s’alternò ad un’allegra e spensierata vita sociale, sovente trascorsa a teatro; proprio in questo luogo di svago e depravazione, Alessandro fece un incontro davvero inaspettato che sconvolse drasticamente la sua esistenza. Protagonista del fatto era Marianna Paris la cui vita emerge con estrema difficoltà dalle fonti cui ha attinto l’autore, il quale riesce comunque abilmente a delinearne i tratti essenziali. Giovane e nota cantante impegnata nell’interpretazione di drammi giocosi, la Paris dopo aver acquisito esperienza nei teatri di numerose città italiane, ottenne in breve tempo il grado di 'prima buffa assoluta'.
La curiosa occasione che vide intrecciarsi l’esistenza di 2 persone tanto diverse si presentò nel 1789 a Pavia durante i giorni di Quaresima; proprio in questo periodo Alessandro si recò a teatro per assistere allo spettacolo 'Il barbiere di Siviglia' di Giovanni Paisiello, nel quale Marianna interpretava il personaggio di Rosina. L’intesa tra i 2 scoppiò fulminea come una scintilla e subito rapì anima e cuore del noto fisico il quale in breve tempo approfondì la conoscenza della cantante e tradì la rinomata avversione per il matrimonio, divulgando la sua volontà di convolare a nozze con l’amata.
Lo spensierato innamoramento del fisico è lontano dalla superficiale galanteria cicisbea che caratterizza il Settecento ed infatti l’autore Mazzarello rivela come tale sentimento sia piuttosto proiettato verso aspetti che sembrano anticipare il Romanticismo; tale opinione è confermata dalla natura sofferta che lo caratterizza, dipesa principalmente dall’opposizione del fratello arcidiacono che, non vedeva di buon occhio l’unione di Alessandro con una donna di così scarsa rispettabilità.
La spiacevole condizione sentimentale vissuta da Volta in questo periodo è descritta con estrema precisione dall’autore, il quale riporta stralci di epistolari intervenuti tra il fisico e familiari o amici, questi ultimi tutti concordi nel riconoscere l’inadeguatezza di un’eventuale unione con la giovane Paris. Con il tempo, le salde convinzioni di un Volta ormai maturo inizieranno a cedere, calpestate miseramente dall’inflessibile opposizione dei parenti. Sarà Luigi Galvani a trarlo in salvo nel 1792, grazie alla pubblicazione del trattato “De viribus electricitatis in motu musculari commentarius”, opera che rapì completamente l’interesse del fisico.
Ed è questa la chiave di lettura proposta dall’autore per svelare la duplicità di un uomo la cui fama non tramonterà mai: attraverso gli epistolari e i documenti giunti sino a noi questo libro riscatta la dimensione umana di un genio mondiale, aspetto assai frequentemente trascurato dalla storia.
Editore: Bollati Boringhieri
Autore: Paolo Mazzarello
Titolo: Il professore e la cantante
Anno: 2009