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LETTERATURA  ›  POESIA

ADDIO, ALDA MERINI

"Sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio"

 
 

Allora te ne sei andata. Hai forato la quiete, sei corsa dietro a una poesia, la tua poesia. Hai sciolto gli ultimi vincoli terreni in un giorno di novembre che per te si è vestito d’improvviso dei rossi e dei gialli accecanti, ormai attesi.

La luce non ti piaceva. Quel giorno, quel mio unico inestimabile giorno, hai raccontato dell’odio per quella vicina che saliva di un piano, che veniva a chiederti del detersivo “Splendor”. Arrivava al mattino, a quell’ora del giorno che per lei aveva l’oro in bocca, e chiedeva un pugno di polvere per illuminare la sua casa di pulito.

La luce è il peggior nemico del depresso, hai detto. Eppure le tue parole, i tuoi versi, erano saette, lampi di cielo.

Addio isola remota, purezza incorruttibile. Si pensava ti portasse via il fulmineo silenzio del cuore. No, non il cuore ha ceduto ma le ossa, le tue ossa, quelle mortali.

 
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Autore: Antonella Giani
03/11/2009 - 9.49.00
 
Addio, Alda Merini
FOTO: Addio, Alda Merini
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