LE MINIME ETERNITÀ
Roberto Alperoli, Incontri Editrice
Nell’ambito di una prospettiva di scambio con altre regioni segnaliamo il libro di Roberto Alperoli “Le minime eternità” illustrato dal pittore e scultore Andrea Capucci, proveniente dalla casa editrice Incontri (Sassuolo, Modena).
Si tratta di una edizione molto elegante: i bei disegni acquerellati di Capucci contribuiscono a rendere più ampia la relazione di sintesi tra parola e immagine in rapporto ai versi del poeta Roberto Alperoli che ha pubblicato con la stessa casa editrice “La vita accanto” (2003).
Le poesie di Alperoli sono esili e fulminanti al tempo stesso, in un certo senso astratte, in continuo dibattito con ciò che lo circonda. Il poeta tende ad evidenziare una sua estraneità, quasi un senso di minima partecipazione, in confronto all’ambiente-mondo col quale comunque aspira a un maggior coinvolgimento.
“Verso mezzanotte riprendo / forma, famiglia, luogo di me. Mi tolgo la luce / di dosso / e indossato il saio/ del mio silenzio. Covo la mia identità / interminata.” Sono versi, frammenti anelanti, un collage di aspirazioni fuggevoli. Un niente che è molto, “una lenta carezza / di vuoto e planetaria/ sulla pelle aperta / dei minuti.”
Nella continua ricerca dell’intensità, di senso adeguato della misura, si coltivano di nascosto altezze, vite continue di descrizioni. In queste continue oscillazioni la poesia di Alperoli cerca “il verbo futuro / del mare, / un alba di frasi / senza conseguenze.”
Al di là delle affettuose note critiche in calce al libro inneggianti alla sostanza, a un senso di popolarità, ci sembra di cogliere un discreto suggerimento del poeta di piacevole smarrimento. Rimane molto divertente l’accenno a un ristorante alla moda da cui si esce “con più fame di prima”. Questa uscita spontanea “sui poeti”, secondo noi, non aveva bisogno di “abbellimenti.”
La poesia è anche questo ed altro, naturalmente.
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