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LETTERATURA  ›  NARRATIVA

"L'IMBROGLIO J.T. LEROY"

La vicenda di come Savannah Knoop ha incarnato nello star system del mondo editoriale la star dello scrittore inesistente, dietro le cui pagine si nascondeva una casalinga americana

 
 

Se tanto hanno scandalizzato il "piccolo" pubblico italiano al momento della loro uscita, i libri di JT Leroy sono passati relativamente inosservati nel momento del loro declino. È cosa ormai relativamente risaputa che dietro la fantomatica figura del 'prostituto transessuale', che ha rubato il cuore a tutti i gay d'America, si nascondeva la penna di Laura Albert, casalinga 35enne, impiegata in un call center erotico, unico dettaglio hot della sua tranquillissima vita.

A impersonare la star, invece, la cognata di lei, Savannah Knoop: "non depilata per l'occasione", hanno detto alcuni giornali, che ancora riportano la notizia - del 2006 - come se fosse nuova, leggermente androgina e piuttosto camuffata, ha dato il via alla nascita di un mito, capace di ammalarsi di Aids e poi guarirne secondo i desideri del suo pubblico, dalla straordinaria timidezza, tanto da dover effettuare le sue presentazioni nascosto sotto una scrivania, giustificandosi ufficialmente con i traumi subiti da bambino, e con il progredire di un sarcoma aggravato da frequenti pratiche sadomasochiste.

Alcuni quotidiani (vedasi, per esempio, 'Il Giornale' per quanto riguarda l'Italia) hanno gridato allo scandalo: il fatto che 'JT', quello che tutti avevamo conosciuto dalle pagine di "Ingannevole è il cuore sopra ogni cosa", non esistesse, significava per il "lettore medio" che anche i suoi libri non fossero mai stati scritti, o che fossero semplicemente, nella migliore delle ipotesi, frutto commerciale di qualche geniale strategia di marketing.

Ma forse, qualcosa di interessante si nasconde dietro a tutto ciò.

Il titolo originale del libro di cui parliamo, uscito per 'Seven Stories Press' a San Francisco, era "Girl, boy, girl". Sicuramente più ambizioso di quello scelto da Fazi per la versione italiana ("L'imbroglio JT Leroy", infatti, restringe la prospettiva, si fa volutamente pruriginoso per sfruttare la trasgressività della materia stessa che si vorrebbe smentire), poteva essere (e sicuramente, in certa misura, voleva) il tentativo di guardare a uno dei tanti hoax, burle mediatiche, dei nostri tempi da una prospettiva di genere.

Dice Knoop, la ragione prima che ha mosso la Albert a vestire (o meglio, far vestire) panni maschili, "da ragazzo di strada", è stata innanzitutto una questione di credibilità: quale voce in capitolo può vantare, nel mondo di oggi, una casalinga di mezza età, se paragonata al potere di cui costitutivamente sarebbe dotato un suo corrispettivo maschile?

Da questo (Knoop e Albert giurano: non erano consce del successo venturo) è nato "L'imbroglio JT Leroy", quello vero prima di quello narrativo: dalla volontà femminile di adottare una prospettiva universale (e quindi, come suggerisce il "senso comune", maschile).
Per camuffare quei tratti di introspezione e probabile intimismo di cui la penna di una donna sembra (e, forse, solo sembra) non potersi liberare, ecco che basta far diventare gay, poi transessuale (la stessa identità e orientamento di 'JT' è spesso contraddittoria) il proprio eroe, che così si trova ad essere sintesi perfetta (almeno letterariamente, o grossolanamente, di Eros e Afrodite, e di molte distinte sensibilità).

Ecco perché è sbagliato, o perlomeno riduttivo, liquidare il 'caso Leroy' con "Non li ha scritti lui, allora i suoi libri non esistono". Perché, se l'Italia fosse un paese in cui le tematiche legate al gender fossero all'ordine del giorno, ci si accorgerebbe che questa situazione presenta non pochi spunti di riflessione da non trascurare: una donna che scrive un libro; per darsi credibilità si finge un uomo; un'altra donna impersona un uomo (ancora più insolito: passi chi scrive, ma l'attore non poteva semplicemente essere un maschio "già maschio"?); e quest'ultima donna, non paga di aver avuto 2 identità, ritorna alla prima, che è però ormai diventata una terza, passata attraverso le altre 2 e da esse filtrata, e decide di far sentire la sua vera voce.

Savannah è una ragazza timida, non si piace, si scopre lesbica dopo troppo tempo per poter essere ancora, spontaneamente, felice; insoddisfatta della sua vita, perennemente alle prese con disturbi alimentari di cui non riesce (per antonomasia?) a liberarsi, riscopre le prime emozioni quando, nei panni di 'JT', riesce a vivere una notte di sesso con Asia Argento.

Tutta la sua vicenda, di per sé turbolenta, anche comica, che facilmente si presterebbe ad essere raccontata con i toni della commedia degli equivoci, o perlomeno con un più giusto equilibrio tra vicinanza e distacco, scorre sotto gli occhi del lettore, che da questo libro ricava l'unico pregio di veder soddisfatte le sue curiosità sulla costruzione di una burla.

Troppo fedele (come tipico di certa letteratura "adolescenziale") all'autobiografismo per curarsi di catturare il lettore, Savannah Knoop relega le sole emozioni del racconto all'amore per Asia, che pur si esaurisce in poche pagine (resoconto di pochi minuti della vita reale).

Allora riusciamo a capire la scelta dell'editore italiano, che non ha voluto creare aspettative non mantenibili riguardo a una presunta (e sedicente) prospettiva di genere: "L'imbroglio JT Leroy" è, né più né meno, un resoconto fedele di uno scandalo, come tutti gli scandali interessante di per sé, anche se non ben raccontato. Resta, comunque, la forza intrinseca della materia, così che, se vogliamo, la nostra riflessione di genere, nonostante la Knoop, possiamo cominciare a farcela da soli.

 
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Autore: Gaia Rayneri
04/03/2010 - 9.49.00
 
"L'imbroglio J.T. Leroy"
FOTO: "L'imbroglio J.T. Leroy"
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