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"ESERCITATI NEGLI STUDI DI CHOPIN: TI SALVERANNO LA VITA"

Pubblicata in Italia la biografia della pianista Alice Herz Sommer, sopravvissuta all'Olocausto grazie alla musica

 
 

E’ uscita finalmente in italiano l’avvincente biografia della pianista Alice Herz Sommer, sopravvissuta all’inferno dell’Olocausto grazie alla musica.

Dal dopoguerra ad oggi sono andate via via moltiplicandosi le testimonianze riguardo il terribile piano di sterminio architettato da Hitler alla guida della Germania nazista: interviste, diari, video, fondamentali per appurare e diffondere la verità storica “di ciò che è stato” (parafrasando Primo Levi) al di là di ogni tentazione revisionistica, ma che affondano il ricordo soprattutto nell’orrore e nella perversione dell’Olocausto, senza possibilità di redenzione alcuna.

Del tutto originale e fuori dal coro invece la biografia di Alice Herz-Sommer, pianista ebrea di Praga rinchiusa nel campo di concentramento di Theresienstadt , che proprio grazie alla musica ha potuto salvare se stessa ed il figlio, conservando una tale forza e speranza da ricostruirsi una vita ed una carriera dopo la Liberazione, prima nella neonata Israele e poi a Londra, dove tutt’ora risiede.

La sua biografia raccontata dallo storico Reinhard Piechocki e dalla giornalista Melissa Müller è una bella scoperta, uscita finalmente in italiano - edita da Excelsior 1881 - con il titolo "Alice Herz-Sommer - Un giardino dell’Eden in mezzo all’inferno"; un volume ben rilegato e dotato di un ricco apparato iconografico.
Una lettura romanzesca, storica e avventurosa assieme, che racchiude ricordi lunghi un secolo, dalla prima infanzia della Herz ad oggi.

Se la descrizione dei primi anni della piccola Alice conserva un carattere fiabesco nel tratteggiare l’emergere della sua precoce vocazione pianistica, così la narrazione si ispessisce storicamente quando dalla viva voce della musicista emergono episodi e circostanze che l’hanno vista a contatto con interpreti ormai considerati leggendari, come Wilhelm Backhaus e Antonio Janegro, scrittori del calibro di Franz Kafka e Max Brod (divulgatore delle opere di quest’ultimo alla sua morte) e intellettuali come Felix Weltsch.

Anche la reclusione nel campo di concentramento di Theresienstadt si rivela nelle parole di Alice un affresco tragico e commemorativo di un’intera elite culturale, il fior fiore degli artisti ebrei di tutta Europa rinchiuso dai nazisti - a soli scopi propagandistici - in un carcere “modello”.

Ecco che il lettore conoscerà da vicino personaggi quali Kurt Gerreon, regista, attore e cabarettista incaricato di girare il film propagandistico “Terezín: un documentario sul reinsediamento degli ebrei”; Viktor Ullmann compositore e critico che nel campo compose “L’imperatore di Atlantide”, suo capolavoro; Gideon Klein, pianista; Hans Krása, giovane e promettente compositore che a Terezín scrisse l’Operina Brundibár, per strumenti e coro di bambini. Eseguita a tutt’oggi - specie in occasione delle celebrazioni per "Il giorno della memoria" - è stata oggetto pure di una recente incisione a cura dell’Orchestra Verdi.

Fa parte della biografia di Alice anche un lato più intimista e profondamente toccante, che narra la sofferenza e l’incredulità di fronte alle assurde crudeltà naziste e per contro la sua forza di volontà come moglie e madre, soprattutto nel difendere l’adorato figlio (di soli sei anni) dalle brutture del campo.

Se pure fu devastata nel profondo da quanto vide e subì, Alice trovò proprio nella musica il sostegno che la salvò, in tutti i sensi; se infatti la decisione di imparare a memoria l’ardua partitura dei 24 temibili Studi di Chopin la salvò dalla depressione e dal rischio di impazzire, la fama e l’attività concertistica proseguita all’interno di Terezín le garantirono un tenore di vita migliore rispetto ad altri campi e la preservarono fino all’ultimo dal trasferimento ad Auschwitz, dove invece furono sterminati molti degli artisti che collaborarono con lei a Theresienstadt.

La biografia non si interrompe con la Liberazione, ma continua con la descrizione del terrore staliniano, che costringe Alice ad emigrare in Israele, dove riesce a ricostruirsi vita e carriera; insegnerà per molto tempo al Conservatorio di Gerusalemme prima di trasferirsi a ottantatré anni a Londra dal figlio, nel frattempo divenuto violoncellista di fama mondiale. Vive lì ancora oggi, suonando ogni giorno l’amato pianoforte.

Se la sua musica difficilmente potrà essere ascoltata ancora nella brillantezza del culmine della carriera, i suoi ricordi - altrettanto preziosi - sono ora conservati su carta, straordinario viaggio nelle luci fioche e nelle ombre nerissime del secolo scorso, attraverso gli occhi, la sensibilità ed il talento di una piccola, grande donna.

 
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Autore: Laura Faoro
21/12/2009 - 17.09.01
 
"Esercitati negli studi di Chopin: ti salveranno la vita"
FOTO: "Esercitati negli studi di Chopin: ti salveranno la vita"
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