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MILANOCULTURA A LEZIONE DAL PROFESSOR EMANUELE SEVERINO

Fede e Ragione il tema del secondo dei quattro appuntamenti con il Professore

 
 

Al Teatro Dal Verme quattro appuntamenti con il pensiero del Professor Emanuele Severino, il grande filosofo che scandaglia l’anima dell’Occidente percorso e attanagliato da moderne conflittualità, per riflettere e approfondire le risposte che la filosofia può restituire al mondo contemporaneo.

Un unico pensiero articolato in quattro momenti durante i quali il professore intrattiene il pubblico: il senso della verità dei greci all' età moderna, ragione e fedi religiose, filosofia e tecnica nel nostro tempo, l’Occidente tra follia e destino.

MilanoCultura ha seguito la seconda lezione in una galleria riempita dagli uditori per ben oltre la metà della capienza. Dopo aver ripreso dalla prima lezione il concetto di verità quale potenza suprema dell’incontrovertibile, mantenendo la promessa di non ripetersi oltre il necessario, il professore 'apre' subito sul tema dell’incontro: il rapporto tra fede e ragione, uno dei più trattati dal cristianesimo, esplicitato anche dall’amato Papa Giovanni Paolo II nella lettera enciclica Fides et Ratio.

Il professor Severino, citando le tre grandi religioni monoteistiche del nostro tempo: Islamismo, Ebraismo, Cristianesimo, evidenzia il più avanzato grado di maturità filosofica raggiunto dal Cristianesimo che, lascia intuire, sottilmente si contrappone al sistema filosofico e tecnico-scientifico a rappresentanza della via maestra per raggiungere la verità (incontrovertibile).

Appunto, spiega il professore, il Cristianesimo si è sempre preoccupato di presentarsi come conciliabile con la scienza (vedi la riabilitazione di Galilei ad opera di Giovanni Paolo II) e con il pensiero filosofico riconoscendone l’incidenza sul mondo.

Cita 'Gesù' per dimostrare che la chiesa riconosce lo Stato (date a Cesare quel che è di Cesare date a Dio quel che è di Dio) evitando di imporsi come regime teocratico ma, con supposto “atteggiamento teocratico” (oppure è l’essenza della fede?), prevede/pretende che lo Stato non può e non deve essere contro Dio e anzi che le sue leggi (e le sue sanzioni) contrastino proprio i comportamenti che “offendono” Dio.

Medesimo concetto nei confronti dell’agire umano: solo chi ha fede raggiunge la salvezza, la potenza (dell’incontrovertibile), in quanto la preghiera del credente - così strutturata - viene sempre accolta proprio perché la volontà del fedele si è fatta identica a quella di Dio riuscendo - dal punto di vista cristiano - anche a "smuovere le montagne".

A questo punto l'affondo, alla domanda sull'esistenza della Fede il filosofo risponde di 'no'.

L'argomento principale è rappresentato dalla contraddizione intrinseca alla definizione di Fede, che si vuole, secondo l'insegnamento paolino, ferma e scevra di dubbi. Condizione che non necessariamente deve essere verificata sempre durante tutta la vita del fedele ma, sufficientemente, è credente colui che anche una sola volta permette "il distacco della farfalla della fede dalla crisalide del dubbio".

Proprio in questa considerazione Severino scorge la debolezza dell'impianto teologico presentandoci il principale problema teologico/filosofico attuale: la necessità della Fede di poggiarsi sulla ragione.

La Fede è volontà del credente che concede il proprio assenso alle cose "non visibili" (con la ragione) e, in quanto invisibili, restano passibili di esitazione. La Fede non ne cambia la sostanza, non chiarisce ciò che è oscuro, "le lascia invisibili ma volute come verità (incontrovertibili)"; non potrebbero più essere oggetto di Fede laddove perdessero il dubbio diventando verità filosofiche o tecniche.

Proprio il rapporto tra filosofia e tecnica proseguirà il viaggio del pensiero di Severino negli incontri successivi. Nel frattempo, fuori dal teatro, diversi capannelli si sono formati per discutere animatamente di ragione, religione, laicità e fedeltà...

 
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Autore: Vito Losasso
29/01/2009 - 15.26.15
 
MilanoCultura a lezione dal professor Emanuele Severino
FOTO: MilanoCultura a lezione dal professor Emanuele Severino
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