SARA COSTA E FEDERICO COLLI: GIOVANI TALENTI DELLA CLASSICA
Doppia intervista ai 2 giovani interpreti protagonisti alla Società dei Concerti
D. Nome e professione?
Sara: Sara Costa, musicista
Federico: Federico, studente
D. Quando hai capito che la musica sarebbe diventata la tua vita?
S. Come ogni vero amore, il mio per la musica è nato timidamente e cresciuto con me. Quando ero piccola in casa si ascoltava molta musica, quindi è stata per me una presenza costante, all’inizio quasi inconsapevole. Credo di aver capito che non avrei più potuto farne a meno circa a 13 anni, quando sono stata ammessa al conservatorio e ho rinunciato all’altra mia passione: la danza.
F. Qualcuno l’aveva già capito e scritto prima che io nascessi: il mio unico sforzo consisteva nell’accogliere e portare a compimento ciò che mi era stato affidato.
D. Raccontaci un po’ dei tuoi studi…
S. Papà è stato il mio primo insegnante. Poi una scuola privata e a 13 anni l’ammissione al conservatorio. Diploma e diploma accademico di II livello con lode all’Istituto Musicale G. Donizetti di Bergamo. Attualmente frequento l’Accademia Pianistica di Imola (corso di musica da camera) e l’Accademia Santa Cecilia di Bergamo sotto la guida del M° Konstantin Bogino.
F. Incominciai a suonare per gioco, all’età di tre anni; successivamente, fui affidato al Maestro Sergio Marengoni che, con saggia pazienza, mi svezzò e mi portò, all’età di 16 anni, a conseguire il Diploma in Conservatorio. Accanto agli studi pianistici, ho ottenuto la maturità liceale, Liceo musicale. Attualmente, approfondisco lo studio coi Maestri Konstantin Bogino e Boris Petrushansky.
D. Qual è il tuo rapporto con il pubblico?
S. Mi piace pensare che per il pubblico ogni concerto sia come un lungo, bellissimo racconto. Speri che alla fine della storia alle persone sia rimasto qualcosa di te,qualcosa che non avresti potuto esprimere in altro modo in quel momento. E tu sai che ti rimarrà quell’energia,unica e diversa ogni volta.
F. La Musica è stata scritta per poter essere condivisa. Il pubblico, ora come mai, è divenuto parte integrante ed interagente all’interno d’un concerto; l’Artista, quindi, ha il dovere di condurre per mano l’astante curioso, attraverso i tortuosi e spesso ermetici meandri della Musica.
D. Quando guardi la platea… quanti sono i giovani?
S. Purtroppo pochi. Credo che per molti sia colpa di una non conoscenza della musica. Bisognerebbe che la scuola si prendesse davvero il compito di far scoprire la musica, fin dalla più tenera età, come succede in altri Paesi.
F. Di solito, le luci del palcoscenico abbagliano la mia vista. Comunque pochi, troppo pochi.
D. Quali autori preferisci suonare?
S. Sento di avere una particolare affinità con Rachmaninov. Ma mi piace molto anche suonare Schumann, Liszt, Scriabin, Prokofiev e Chopin.
F. In questo momento, Mozart.
D. Quali sono i tuoi interpreti di riferimento, quelli che più ammiri?
S. Ciò che mi colpisce di più in un interprete è la profondità. Ammiro Richter, sopra tutti. Poi Horowitz, Sokolov e Pogorelich di qualche anno fa.
F. Arturo Benedetti Michelangeli.
D. Il ruolo di interprete è un aspetto totalizzante nella tua attività di musicista?
S. Come diceva Mozart, tre cose sono necessarie ad un pianista: la testa, il cuore e le dita. Penso che mi servirà tutta la vita per riuscire davvero a maturare e crescere come interprete..e la cosa mi soddisfa completamente.
F. Una vita intera basta a malapena per fare bene una cosa ed una soltanto.
D. Che musica ascolti? Solo classica o anche altri generi?
S. Moltissima musica classica ovviamente, perché ci sono così tante opere da conoscere che il tempo non basta mai! Mi piacciono molto anche il jazz e i cantautori francesi.
F. Ho troppa musica nella mia testa, credo sempre che basti quella.
D. I tuoi prossimi impegni per il futuro?
S. Qualche concerto in zona, poi dei concorsi. A Marzo un recital per la Società dei Concerti in Sala Puccini e ad aprile un concerto per la Società del Quartetto di Bergamo. Poi qualche concerto con orchestra, da confermare!
F. Studio, studio, tanto studio. Ho comunque in programma qualche recital ed un importante Concorso internazionale.
D. Un sogno nel cassetto?
S. Aver sempre qualcosa da dire, e possibilmente trovare sempre qualcuno disposto ad ascoltarmi.
F. Trovare il 90% della materia che compone l’Universo.