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CHARLES AZNAVOUR: "CANTO A MILANO PER IL MIO PUBBLICO E PER LA PASTA E FAGIOLI!"

Intervista al leggendario "Istrione" francese che il 3 novembre si esibirą agli Arcimboldi

E' chiaramente pimpante, Charles Aznavour, in questa parte della giornata che dal mezzogiorno volge al primo pomeriggio. Vestito in maniera quasi casual - una giacca scura su una camicia celeste assolutamente senza cravatta - il Maestro francese è qui, dall'alto dei suoi 85 anni e dei suoi innumerevoli titoli onorifici (il Nostro, oltre che cantante ed attore, è pure ambasciatore dell'Armenia in Svizzera e commendatore della Legion d'Onore), per parlare in pratica del suo storico ritorno sui palcoscenici italiani grazie a sei concerti già vicini al sold-out che andranno in scena dal 30 ottobre (premiere in quel di Parma) al 9 novembre (chiusura a Bari al Teatro Team) passando per Milano il prossimo 3 novembre (Teatro degli Arcimboldi).

E di "ritorno storico" si deve decisamente parlare. Gli show precedenti dell'istrione, infatti, la fredda matematica li fa risalire al lontano 1983, ben ventisei anni fa. Come mai tanta attesa, monsieur Aznavour? "Perché - risponde pacato lui - sono un artista richiesto in moltissimi paesi del mondo. Prima l'Italia rappresentava una mia meta fissa visto che lavoravo sovente con vostri autori quali Sergio Bardotti (scomparso nel 2007, Nda), Giorgio Calabrese, Mogol... Con Calabrese, in particolare, facevo delle bellissime cose; poi lui si è allontanato dal mondo della musica per lavorare per la televisione ed io ho rispettato la sua scelta, andando a cantare altrove. In altri mercati.".

"Comunque non divaghiamo - aggiunge subito dopo il cantante -: mi lasci solo aggiungere che, quando visito un posto come l'Italia, in primis mi piacerebbe avere canzoni nuove nella vostra lingua. In caso contrario, diciamo che dopo ventisei anni pure quelle vecchie cominciano a suonare come inedite (ride, Nda) ! Il mio entusiasmo, al tirare delle somme, non è cambiato e perciò sono felicissimo di tornare in tournée, dopo oltre vent'anni, nella vostra splendida nazione". Il repertorio, vastissimo, andrà ovviamente selezionato a dovere... "Ouì - ammette lui - ora come ora ho deciso di inserire in scaletta sei/otto canzoni in italiano, una in spagnolo, una in inglese e tutte le altre in francese. Per quanto riguarda i brani nella vostra lingua devo ammettere che me li sto ristudiando proprio in questi giorni: sa, alla mia età la memoria non è più così buona (sorride, Nda)..."

Gira voce, comunque, che in occasione di questi attesi recital perfino un mostro sacro come Paolo Conte abbia già chiesto un accredito per la data del 3 novembre, a Milano. Incontrerà l'Avvocato astigiano dietro le quinte? "Ovviamente sì - risponde Aznavour - dato che ho sempre ammirato in questo mestiere coloro che scrivono e cantano le proprie canzoni. Come, per l'appunto, Paolo Conte e altri bravi cantautori tipo il mio vecchio amico Serge Lama. Oppure Bob Dylan. Pensi che lo stesso Dylan era venuto ad applaudirmi, negli anni '60, ad un mio concerto, ma in quell'occasione, sfortunatamente, non abbiamo avuto la chance di parlarci... E quarant'anni dopo - zac! - ecco che si ripresenta l'occasione ad un altro show. Il tempo non sembrava minimamente trascorso: Bob ed io ci siamo abbracciati come vecchi fratelli!"

Bob Dylan è passato alla Storia finora, oltre che come menestrello-rocker plurigenerazionale, anche in qualità di attore in pellicole tipo 'Pat Garrett & Billy The Kid' e 'Masked and Anonymous'. Nulla in confronto ad uno come Aznavour che, nel corso della sua carriera, ha recitato in oltre sessanta pellicole. Ma come ha fatto, Maestro? "Il mio rapporto con il Cinema - spiega lui - si è sempre svolto nella maniera più naturale e normale possibile. Quando un regista mi chiamava per un film, infatti, il più delle volte gli dicevo: 'Ok, lo farò a patto che tu non mi chieda di cantare (ride, Nda)...'; anche con Truffaut è andata così e difatti abbiamo realizzato assieme 'Tirate sul pianista' nel 1960. Che bella persona Francois: eravamo entrambi molto timidi. Sul set non ci sfioravamo neanche eppure bastava un cenno tra di noi ed eravamo subito in sintonia!"

Ricordi, ricordi e ancora ricordi. Che si mischiano con gli impegni diplomatici del presente ("Se andrò a metà novembre a ritirare un award al Premio Tenco di Sanremo? Non penso: i miei impegni da ambasciatore non me lo consentono. Sa, un giorno faccio il cantante, un altro l'ambasciatore. Ma stamane mi sento un cantante al 100% e non me la sento di parlare di politica e del vostro Premier...") e con un rapporto pro-Milano e meneghino quantomeno curioso ed inaspettato. "Amo Milano - dice Aznavour -, sono stato qui tante volte nella mia vita ma, negli ultimi anni, ho trovato una metropoli decisamente mutata. Alcuni negozi che frequentavo hanno chiuso i battenti, molti palazzi non li ho più riconosciuti, etc. Guardo Milano ed ora mi sembra di più un luogo rivolto esclusivamente ai giovani. Fortunatamente la cucina - almeno quella... - è la rimasta la stessa dei bei tempi! Quando passo in città faccio sempre tappa al ristorante 'Al Conte Ugolino', dietro il Duomo, dove servono una pasta e fagioli deliziosa! Très, très bon !", sorride il Maestro.

E' questo, dunque, il segreto della sua longevità: mangiare bene e cantare ancora meglio? "Sì, ma non solo...", ammette lui. Ci dica di più, allora... "Beh, magari il mio segreto come artista risiede nell'inserire una canzone sociale, attenta all'attualità, in mezzo a due brani d'amore. Oppure cantare lo stesso amore in maniera non del tutto convenzionale: nei miei brani, infatti, non ho detto solo 'Ti amo' alla mia donna ma anche 'vattene, non mi tormentare più, allontanati dalla mia vista'... Sì, ha ragione: sono stato cattivissimo e perfido. Pensi che una volta ho cantato pure di una signora affetta da cellulite. La cellulite: ha presente? Il vero incubo di ogni femmina di questa Terra! Se non è cattiveria questa (ride, Nda) !". Charles sorride e si alza compiaciuto. Preparatevi a far scrosciare gli applausi, signori e signore: l'Istrione, o per meglio dire le Cabotin, sta per tornare in scena...

Le foto di Charles Aznavour (2009) sono state realizzate da Dario Raimondi - B.F.

Il sito ufficiale di Chales Aznavour.

L'Istrione canta "Morire d'Amore".

"Buon Anniversario" dal vivo a Roma nel 1977: tutto da gustare...   

Il tour italiano di Charles Aznavour:


30 Ottobre - Parma (Teatro Regio)
1 Novembre - Firenze (Teatro Comunale)
3 Novembre - Milano (Teatro degli Arcimboldi)
4 Novembre - Roma (Auditorium Parco della Musica)
6 Novembre - Catanzaro (Teatro Politeama)
9 Novembre - Bari (Teatro Team)

GALLERIA FOTOGRAFICA

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Autore: Simone Sacco
13/10/2009 - 12.00.00
 
Charles Aznavour: "Canto a Milano per il mio pubblico e per la pasta e fagioli!"
FOTO: Charles Aznavour: "Canto a Milano per il mio pubblico e per la pasta e fagioli!"
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