KAKI KING, LA "RIVINCITA" DELLE SEI CORDE
Intervista alla chitarrista statunitense tornata con il capolavoro "Dreaming Of Revenge"
Kaki King è una giovane chitarrista-cantautrice originaria di Atlanta (Georgia, lo stesso stato dei R.E.M.), già autrice - dal 2003 - di quattro dischi "indipendenti" tutti elegantemente a cavallo tra melodie sognanti e tecniche chitarristiche da veri intenditori che prevedono, tra le altre cose, il fret-tapping ed adirittura lo slapping applicato alla sei corde acustica.
Reduce da un concerto clamorosamente "sold-out" a La Casa 139 dove i suoi calorosissimi fan non volevano più lasciarla scendere dal palco, MilanoCultura l'ha intervistata incentrando la conversazione sul suo ultimo album metà cantato e metà strumentale (e in odor di post-rock...) "Dreaming Of Revenge". Ascoltiamola.
Sei nel bel mezzo di una tournée italiana che, alla fine, ti vedrà protagonista di ben sette concerti nella Penisola. Mica male per un'artista "di culto"...
"Sì, sono appena tornata dall'Australia e, giusto il tempo di riprendermi dal fuso orario, ho subito rifatto i bagagli per gettarmi in questa nuova serie di date. Considero il pubblico italiano un'audience molto competente e - quando suono per voi - sembra quasi che siate tutti studiosi di chitarra e maniaci delle sei corde (ride, Ndr)... A parte gli scherzi, mi trovo bene in Italia: non per niente l'ultima volta che sono stata a Milano mi hanno addirittura offerto di suonare in un 'house-concert' (esibizione che, di solito, si tiene in un'abitazione privata per un pubblico selezionatissimo, Ndr) ed io ho subito accettato con entusiasmo!".
Il titolo del tuo ultimo album, "Dreaming Of Revenge", ha fatto scervellare più di un estimatore di Kaki King... Che cosa intendevi veramente con quelle tre parole?
"Bé, quella è solo una frase estrappolata da una lirica che avevo scritto un po' di tempo fa... In un primo momento, mi suonava forte e divertente come titolo da dare ad un mio disco solamente che poi mi sono ritrovata assediata dalla curiosità dei giornalisti. Sai, l'album è uscito in pieno 2008 e con l'espressione 'Sognare una Rivincita' qualcuno si è messo in testa che volessi parlare dello scontro elettorale che ha portato Barack Obama alla Casa Bianca. Ma lo ripeto qui per l'ennesima volta: non era mia intenzione fare dei proclami politici! Io sono solo un'artista...".
A distanza di circa un anno dalla sua uscita, sei ancora focalizzata su "Dreaming Of Revenge" o la tua mente sta già svolazzando altrove?
"No, continuo a suonare volentieri dal vivo un bel po' di tracce da questo lavoro perché, in fin dei conti, lo ritengo il più melodico della mia carriera. Da questo punto di vista, posso improvvisare sopra pezzi come 'Bone chaos in the castle' (che, a dircela tutta, suona molto post-rock stile vecchi Tortoise... Ndr) o 'Montreal' e restare ugualmente ancorata ad una sorta d'idea armonica. Quando sono in studio, invece, resto molto concentrata sugli aspetti tecnici della registrazione (le voci, far risaltare certi arrangiamenti, le sovra-incisioni, etc.) lasciando l'improvvisazione chitarristica alla fase della pre-produzione".
Nel disco c'è un brano che mi ha lasciato davvero senza parole da quanto è "cinematografico": e ti sto parlando di "Can anyone who has heard this music really be a bad person?"...
"Quel titolo deriva da una battuta di un film tedesco del 2006 che mi ha molto colpito: "Le Vite degli Altri". Lo conosci anche tu? Sì, pure io lo considero un vero capolavoro... Quella citazione mi è servita anche per rinsaldare il mio rapporto con il mondo del Cinema visto che, dopo la bella esperienza di 'Into The Wild' di Sean Penn, sto attualmente lavorando su altre due colonne sonore...".
E' possibile saperne di più, Kaki?
"Al momento no ma non aspettarti dei mega-blockbuster hollywoodiani (ride, Ndr) ! Nella Mecca del Cinema, infatti, si fanno sempre meno grandi film e quindi preferisco concentrare la mia attenzione su pellicole indipendenti o documentari low-budget ".
Dispiaciuta che i tuoi brani composti per "Into The Wild" (e cantati dalla bravissima attrice Kristen Stewart) non abbiano trovato posto sul disco della soundtrack ?
"No, mi è bastato sentirli al cinema, seduta in platea... E poi quell'album, in realtà, era un lavoro solista al 100% di Eddie Vedder e quindi sono contenta di non essere andata a disturbarlo in casa sua...".
Da Eddie Vedder a Dave Grohl (Kaki ha suonato sull'ultimo cd dei Foo Fighters "Echoes, Silence, Patience & Grace", Ndr): non è che in realtà sei una grossa fan del grunge... in incognito?
"No, Dave - a dirtela tutta - l'ho sempre stimato di più come musicista a tutto tondo che come batterista dei Nirvana: in quel gruppo, infatti, mi sembrava perfino troppo limitato (d'altronde, con l'ego di Cobain di mezzo... Ndr) . Collaborare con lui, comunque, è stato molto semplice: i Foo Fighters mi hanno invitata in studio, io ho suonato sulla traccia in programma ("Ballad of the Beaconfield miners", Ndr) e mi sono divertita a trascorrere un paio d'ore in loro compagnia. Tutto il resto, invece, l'ho lasciato in mano agli avvocati del gruppo e alle rispettive case discografiche (sorriso malizioso, Ndr)...".
Chi sono i tuoi eroi musicali di sempre?
"Nick Drake, Mark Eitzel, Elliott Smith... Non ho molti 'guitar-heroes' tra le mie influenze perché io da una chitarra preferisco tirarci fuori emozioni e non fredda tecnica. Da questo punto di vista, Elliott Smith è stato un songwriter straordinario e probabilmente anche la più grande perdita umana ed artistica di questo nuovo millennio".
Sono d'accordo con te. Senti, a breve, cosa combinerai?
"Da un punto di vista dell'attività-live continuerò a tenere concerti in giro per il mondo e quest'estate parteciperò a diversi festival, sia in Europa che negli Stati Uniti. Il seguito di 'Dreaming Of Revenge'? Mmh, ci lavorerò su con molta calma per farlo uscire, forse, a 2010 innoltrato...".
C'è qualcosa che il pubblico nostrano ancora non conosce di Kaki King? Puoi svelarmi, ad esempio, un tuo "guilty pleasure"?
"Mmh, non so se posso (ridacchia, Ndr)... Ok, mettiamola così: talvolta mi piace prendere una canzonetta pop da classifica per tramutarla in un qualcosa di più strutturato con la mia chitarra. Non credo sia giusto chiamarle 'cover' però mi piace esercitarmi sul repertorio di Justin Timberlake (su una radio australiana, l'anno scorso, Kaki ha proposto una sua versione di "LoveStoned/ I think that she knows" dello stesso Timberlake, Ndr). Ma non credo che pubblicherò mai ufficialmente questi 'esperimenti': fanno parte del mio piacere personale... e basta".
Il sito italiano di Kaki King.
Kaki King si esibisce al programma britannico "Later with Josh Holland".
Il trailer de "Le Vite degli Altri" (Premio Oscar 2007)
La vita (e la morte) di Elliott Smith.