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LAST DAYS: GLI ULTIMI GIORNI DELL'UOMO KURT COBAIN

Il film di Gus Van Sant non celebra un mito, ma il cupio dissolvi di un individuo cancellato da sč stesso

 
 

Last Days è il capitolo finale della vita del leader dei Nirvana, Kurt Cobain, magistralmente interpretato da Michael Pitt. Si tratta degli ultimi giorni di un “antieroe”, visti attraverso gli occhi di Gus Van Sant, che dopo il successo di Elephant, ripropone lo stesso stile narrativo, allontanandosi dalla narrazione tradizionale, e proponendo una frammentazione del tempo, la stessa scissione del punto di vista che troviamo nel film dedicato all’eccidio della Colombine High School.
 
Lo spazio torna a essere unico: se lì era la scuola qui è la casa, luogo lontano che raccoglie e amplifica la sofferenza (e la musica) del creatore del grunge. Blake /Cobain non esce quasi mai, se lo fa si perde nei boschi che circondano la grande villa, si immerge nell’acqua quasi a mondare i suoi peccati; assume per il regista quasi una valenza cristologica.

Ne esce infatti un personaggio che concentra su di sé sofferenze e ossessioni; un dolore intimo che il cantante non vuole condividere con nessuno. Un isolamento voluto, il suo, che nelle immagini di Van Sant non trova spiegazioni né giustificazioni; il film mostra solo l’urgenza di Cobain di ripiegarsi in se stesso, di allontanarsi dai suoi cari e da chiunque possa aiutarlo.

Quella di Kurt Cobain è una morte che ha segnato un decennio e ha smosso la fantasia collettiva: intorno a quel colpo di fucile che spense la sua vita si sviluppò un dibattito acceso. Dopo quindici anni vogliamo ritornare su una figura centrale degli anni ’90.

L'uscita nel 1991 del singolo Smells Like Teen Spirit segnò l'inizio di una svolta della musica rock, che cominciò ad allontanarsi dai generi egemoni degli anni Ottanta e indirizzarsi verso l' alternative rock. I media musicali avrebbero poi conferito a quel brano il titolo di "inno di una generazione", di cui Kurt Cobain sarebbe poi diventato il portavoce.

Gus Van Sant decide di non celebrare un mito: la musica arriva solo dopo 40 minuti, non c’è droga o alcol o sesso. Non c’è celebrazione, ma solo un uomo esile, dal passo incerto e con una chitarra in mano, sostituita da un fucile divenuto leggendario.

Una pellicola fatta di intensi silenzi, un' ipotesi sull' inferno delle ultime ore di vita di un uomo, fra strani amici, visioni e improvvisi assalti di musica.

 
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Autore: Sara Belotti
06/04/2009 - 12.28.39
 
Last Days: gli ultimi giorni dell'uomo Kurt Cobain
FOTO: Last Days: gli ultimi giorni dell'uomo Kurt Cobain
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