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IL RITORNO DI WAYNE WANG CON MILLE ANNI DI BUONE PREGHIERE

Il cineasta di Smoke dedica il suo nuovo lungometraggio al tema della comunicazione e dell'integrazione culturale

 
 

Un fazzoletto rosso è il bagaglio che si porta dietro il Signor Shi nel suo viaggio di avvicinamento all'America e alla figlia, Yilan. Un ricordo, un simbolo, il fazzoletto della guardia rossa cinese, che raccoglie il passato e l'identità di un padre.

Il film di Wayne Wang, (cineasta celebre per Smoke e Blue in the face), Mille anni di buone preghiere,  presentato in anteprima al 25 Torino Film Festival, si apre con un arrivo e si conclude con una partenza. Nel mezzo il tentativo dell'anziano padre di recuperare il rapporto con la figlia, dopo dodici anni di distanza e la totale assenza di parole.

Il regista prende spunto dal racconto omonimo della scrittrice Yiyun Li, autrice della sceneggiatura, che nel titolo cita un proverbio cinese secondo il quale  “ci vogliono trecento anni di preghiere per attraversare il fiume sulla stessa barca di qualcun altro”, e lo sviluppa con l’idea che forse, affinché due persone possano capirsi e amarsi, ce ne vogliono almeno mille.

E' un film sulla comunicazione, quello di Wang, sulla forza della parola e sulla necessità del silenzio, sulla difficoltà di apprendere una lingua e una cultura straniera e sulla volontà di nascondere la verità, attraverso le menzogne.

Il signor Shi, appena approdato in America, parla quasi solo cinese, ma sente il bisogno di comunicare; rifiutato dalla figlia, riesce ad esprimersi solo con Madame, un’anziana donna iraniana incontrata per caso in un parco. Yilan alterna qualche breve e distratto dialogo in mandarino con il padre alle conversazioni lunghe e passionali in inglese con il suo compagno russo. Dimostra così il rifiuto della cultura di appartenenza e la difficoltà di recuperare la sua vera identità e la lingua inglese diventa un codice neutro per un'estraniazione dei sentimenti.

La vergogna ha spinto entrambi a mentire, la ragazza è fredda e piena di rabbia, ma quando la verità emerge, il muro crolla e la comunicazione può finalmente avvenire.

Una cultura antichissima, quella dell'anziano padre cinese, che aprendosi al Nuovo Mondo, il contesto americano, ha prodotto un nuovo modello culturale, Yilan, nel quale come in tutti i rapporti di filiazione qualcosa si è perso ma qualcosa di nuovo è stato prodotto, secondo una dinamica di tradizione/tradimento.

Un film delizioso e consolante; un personaggio, quello dell'anziano padre, che non può che suscitare empatia e tenerezza. E' disponibile ora in Dvd grazie a Dolmen Home Video, la casa di distribuzione milanese, sempre estremamente attenta alla proposizione del miglior cinema d’autore, con una predilezione particolare per le produzioni dedicate al tema dell’integrazione culturale tra Oriente e Occidente.

 
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Autore: Sara Belotti
17/03/2009 - 17.36.39
 
Il ritorno di Wayne Wang con Mille anni di buone preghiere
FOTO: Il ritorno di Wayne Wang con Mille anni di buone preghiere
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