BERGAMO FILM MEETING: 27ESIMA EDIZIONE
Programma ricco e retrospettive interessanti per la mostra internazionale del cinema d'essai
Ventisette anni e non dimostrarli: questo è il principale "merito" del Bergamo Film Meeting, che nel corso degli anni si è sempre saputo "rinnovare" portando opere spesso sconosciute ai più e puntando l’attenzione su autori che vivono il cinema in un contesto lontano dalle leggi del mercato.
La nuova edizione di questa mostra internazionale del cinema d’essai si terrà dal 7 al 15 marzo e, oltre al tradizionale concorso (che propone sette film provenienti da tutto il mondo), prevede sezioni di notevole interesse come “Frontiera” (che mette insieme cinema, arti visive, grafica, scrittura) e “Visti da vicino” (incentrato sui documentari).
Continua la collaborazione con il Fondo Zucchelli, che come sempre mette a disposizione alcune pellicole provenienti dagli archivi dello storico “Gran Premio Bergamo Internazionale del film d’Arte e sull’Arte”, dedicato alla sperimentazione.
Quest’anno avremo modo di vedere due autentiche “chicche”: “O.K. End here (va bene, finisce qui)” di Robert Frank e “Nicht Versohnt oder Es hift nur Gewalt, wo Gewalt herrscht (Non riconciliarti, o solo violenza aiuta dove violenza regna) di Jean-Marie Straub, due impeccabili esempi di 'avanguardia' cinematografica anni’60.
Ma non dimentichiamoci poi dell’altro “cuore pulsante” della manifestazione, ovvero lo spazio dedicato alle retrospettive e alle monografie.
La retrospettiva che vi segnaliamo è quella dedicata a Carol Reed, fortemente voluta dal Festival nonostante le difficoltà nel ritrovare alcune pellicole. Figura curiosa emersa nel periodo più importante del cinema inglese, questo regista si è sempre contraddistinto per il suo 'stile' molto personale andatosi purtroppo a "disperdere" una volta approdato a Hollywood.
Questa personale si concentra in particolar modo sulla sua produzione degli anni ’30 e ’40, ovvero la "migliore", che comprende suoi capolavori come “Odd Man Out (il fuggiasco)”, “The Third Man (Il terzo uomo)” e “The Fallen Idol (Idolo infranto).”
Da segnalare anche “The Key (La chiave)” con un’inedita Sofia Loren.
Passando invece al cinema contemporaneo, troviamo la monografia di Claire Denis.
A distinguere questa regista (nata in Camerun e cresciuta in Francia) da molte suoi colleghi è la lontananza da ogni 'stereotipo' femminile: nei suoi film non troverete mai degli elementi che riconducono al sesso della sua autrice. La sua regia è maschile nel senso che ama molto i protagonisti uomini e rappresenta il loro modo di vedere le cose, oltre a concentrarsi molto sulla loro fisicità.
Purtroppo i film di Claire Denis, nonostante siano stati quasi tutti presentati al Festival di Venezia (con cui l’autrice pare abbia un rapporto davvero privilegiato), non hanno mai avuto una grande 'distribuzione' in Italia e questa potrebbe essere l’occasione buona per recuperare.
Qualche titolo: “Chocolat” e “35 rhums”.
Ed infine segnaliamo l’omaggio ad una grande attrice: Bette Davis.
In calendario sette suoi film restaurati di recente dal 'British Film Institute' di Londra (tra cui “The Letter” e “A Stolen Life”), in cui avremo modo di ammirare nuovamente la sua straordinaria versatilità.
Per vedere il calendario completo della rassegna: www.bergamofilmmeeting.it