SNOW DI AIDA BEGIC ALLA CINETECA ITALIANA
Il film vincitore della Settimana della critica al festival Sguardi Altrove
Si è aperta ieri la sedicesima edizione del festival a regia femminile Sguardi Altrove, con proiezioni in contemporanea allo Spazio Oberdan e al Cinema Gnomo. Nove le sezioni in cui sono suddivisi i film, dal concorso internazionale lungometraggi ai corti e mediometraggi di registe italiane, dai documentari di provenienza internazionale alle sezioni totalmente dedicate al digitale. E poi l'omaggio alla Russia e le opere provenienti da set di guerra.
Tra i film presentati nella sezione Nuovi Sguardi, Concorso Internazionale Lungometraggi, abbiamo visto Snow, l'opera prima della regista bosniaca Aida Begic, vincitrice della scorsa Settimana della critica al Festival di Cannes.
Sei donne, un nonno, quattro bambine e un bambino vivono a Slavno, un villaggio isolato e devastato dalla guerra. Le famiglie e gli uomini sono stati uccisi, i corpi mai ritrovati. Il film non mostra le atrocità del conflitto, ma i segni che esso ha lasciato sulla gente. Ogni donna è portatrice di un lutto: un marito, un figlio, un fratello.
All'interno di questa comunità femminile, gli uomini sono costantemente evocati: le donne sono costrette a sostitursi a loro nei lavori più faticosi e nelle decisioni più difficili. La uniche figure maschili rimaste sono il bambino e l'anziano: il piccolo è muto, è incapace di esprimere i sentimenti e urlare il proprio dolore, forse l'unico portatore di una visione innocente e pura; l'anziano si rifugia nella preghiera, costante e devota.
La religione, il radicamento alla terra e i rapporti umani sono gli elementi fondanti della vicenda: Allah rappresenta la speranza; la terra fornisce il sostentamento e dà un senso alle attività quotidiane; gli altri danno consolazione e spirito di appartenenza.
I giorni procedono lenti e uguali, tra la speranza di riabbracciare i propri cari e la consapevolezza di dover fare a meno di loro. Tre uomini saranno i portatori della novità e della speranza. Alma, una giovane donna ostinata e determinata, incontra un ragazzo che le promette aiuto; due uomini d’affari visitano Slavno e propongono ai residenti di lasciare il villaggio in cambio di denaro.
Le donne sembrano indipendenti e autosufficienti, ma in fondo dichiarano di aver bisogno degli uomini per sopravvivere e per dare un senso alle loro vite. Su tutto incombe la neve, unica presenza leggera e intangibile, in mezzo alla pesante e dura realtà della vita contadina.