GRAZIE A BOERI MILANO PERDE IL CINEMA GNOMO
Nelle scelte dell'assessorato alla Cultura la rinuncia alla sala di via Lanzone. E in attesa del ripristino del Nuovo Orchidea di via Terraggio, la città perde un altro luogo destinato al cinema di qualità
È un chiacchierone, Stefano Boeri. Dopo essere stato nominato assessore alla Cultura e aver avuto la delega all’Expo, a settembre era al Lido di Venezia, per partecipare a un incontro intitolato “Cinema, la sfida dei mercati esteri”. In quell’occasione, davanti ai vertici di Anica, aveva tracciato la linea strategica del proprio assessorato in relazione alle politiche di sostegno al cinema: “Milano ha una straordinaria capacità di raccontarsi in tempo reale e in presa diretta e questa potrebbe diventare la caratteristica distintiva del cinema milanese nei prossimi anni. Ma soprattutto Milano può utilizzare l’Expo per tornare a diventare una capitale internazionale dell’immagine in movimento, rilanciando nei prossimi anni il Mifed (Mercato Internazionale del Film e del Documentario) che per anni, fino alla sua ingiustificata morte nel 2004, è stato uno delle grandi occasioni di commercializzazione e scambio per la produzione cinematografica internazionale”.
La morte del Mifed tanto ingiustificata non era: la concorrenza diretta dell’American Film Market aveva finito per stritolare il mercato milanese. Il lancio di un evento riservato ai professionals in coincidenza del Festival di Berlino, la forza di Cannes, la crescita di Toronto, i nuovi eventi di Roma e Londra (entrambi con un mercato) fanno sì che non vi sia alcuna possibilità di rilanciare il mercato milanese (che si svolgeva nel periodo poco felice di fine agosto, prima di Venezia, in modo che i buyer si potessero poi spostare in Laguna).
Il 15 settembre, poche settimane dopo la sua comparsata a Venezia, l’assessore convocava un incontro di confronto con gli operatori del cinema milanese, finalizzato a sancire “un accordo con Fiera Milano e Regione Lombardia e un progetto condiviso con gli operatori della filiera italiana del cinema possono in pochi mesi rimettere in piedi un’iniziativa che tutto il mondo ci invidiava. Il Mifed e l’Expo, insieme a Milano Film Festival che inaugura il prossimo venerdì, potranno alimentarsi reciprocamente, restituendo all’Italia e a Milano un primato nel mercato globale del cinema e del documentario“. Intanto Lionello Cerri veniva eletto presidente di Anec, l’associazione nazionale degli esercenti cinematografici. Una nomina che sembrava rafforzare le chanche di un nuovo ruolo per Milano nel rilancio del cinema a livello nazionale.
Poi, ecco la doccia fredda : negli stanziamenti dell’assessorato per il 2012, sono 70.000 gli euro destinati al mondo del cinema, per sostenere festival e progetti specifici messi in campo da alcune associazioni che operano in ambito cinematografico. Davvero molto poco, ma la situazione è resa ancor più grave dalla decisione di spostare le risorse che venivano utilizzate per pagare l’affitto al Cinema Gnomo per sistemare il Nuovo Orchidea. Si tratta di 350mila euro, una cifra giudicata eccessiva per la sala di via Lanzone. In effetti la disponibilità del locale è parziale, e certamente la cifra non è da poco. Ma basterà per risistemare l’esercizio di via Terraggio, la cui capienza è minore di quella dello Gnomo? E quanto tempo ci vorrà? Quel che è sicuro è che nel 2012 non ci sarà uno spazio comunale destinato al cinema. Se a questo si aggiunge la crisi dell’esercizio tradizionale, che ha portato alla quasi totale cancellazione delle strutture esistenti nel centro cittadino (resistono Odeon, Arlecchino e Apollo, a cui si aggiungono Centrale ed Eliseo in via Torino), cancellazione avvenuta nell’insensibilità delle giunte Albertini e Moratti, e che però rischia di continuare nell’assenza di misure di sostegno da parte della nuova amministrazione, il quadro è particolarmente grave. Nel 2015 magari l’Expo ospiterà il Mifed, ma nel frattempo il cinema in sala sarà scomparso in città. Intanto la perdita dello Gnomo rende di fatto l’Oberdan il solo luogo dove sarà possibile seguire una programmazione da cineteca. “Abbiamo un progetto culturale che riguarda uno spazio storico della città, situato nel cuore di Milano. Uno spazio storico, direi quasi mitico per tutti noi appassionati di cinema e di proprietà dei milanesi. Uno spazio chiuso e silente ormai da due anni, che vogliamo recuperare e restituire alla città, per realizzare non solo rassegne e festival, ma anche progetti e programmi nuovi, pensati e condivisi insieme agli operatori che oggi a Milano pensano e producono il cinema”: così Boeri sul Nuovo Orchidea. Che a dire la verità è un’idea-non delle più brillanti- di Finazzer Flory. Chi si aspettava per la cultura un colpo d’ala, dall’architetto ha avuto solo il colpo di grazia.