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CINEMA  ›  PRIME VISIONI

"SHAME", DELUSIONE SENZA MEZZI TERMINI

Il film di Steve McQueen non riesce a ripetere gli esiti di "Hunger", e procede stancamente nella narrazione asfittica di un'ossessione per il sesso

(24/01/2012) - Era stato presentato come uno dei migliori film dell’anno, " Shame" , e chi aveva visto "Hunger" , biopic del militante dell’Ira Bobby Sands , certamente si aspettava grandi cose dall’opera seconda di Steve McQueen. Il protagonista è anche stavolta Michael Fassbender , ma gli esiti sono indubbiamente meno felici. La pellicola racconta la storia di un trentacinquenne d’origine irlandese, che conduce un’esistenza all’insegna dell’aridit&a [...]

 
 

J.EGDAR, IL BIOPIC SU HOOVER GIOCA CON IL DIFFERIMENTO DELLA VERITÀ

Nel film di Clint Eastwood dedicato al fondatore della Cia, a tratti Armie Hammer (che interpreta il direttore associato del bureau Tolson) è talmente convincente che sembra rubare la scena al bravissimo Di Caprio

(18/01/2012) - “L’America non è mai stata innocente. Abbiamo perso la verginità sulla nave durante il viaggio di andata e ci siamo guardati indietro senza alcun rimpianto” . Nell'incipit di American Tabloid (1995) sembra essere racchiusa l'essenza del pensiero di Clint Eastwood regista che, narrando la biografia di J.Edgar Hoover ripercorre alcuni dei passi più salienti della storia degli Stati Uniti . Contrariamente al romanzo di James Ellroy però, la p [...]

GEORGE CLOONEY, OTTIMO RITORNO DIETRO LA MACCHINA DA PRESA

Con "Le Idi di Marzo" l'attore americano conferma le capacità di regista attestate dai suoi lavori precedenti. Nel cast di quello che solo in apparenza è un thriller politico spiccano anche il sempre più lanciato Ryan Gosling e l'emergente Evan Rachel Wood

(21/12/2011) - Idi di marzo del 44 a.C. : data dell'assassinio di Giulio Cesare. I congiurati che decisero la sua eliminazione furono i senatori che temevano per le sorti della repubblica a causa dell'inarrestabile ascesa del dittatore romano ed i cesariani che agirono per rancori e delusioni personali. Più di duemila anni dopo nulla sembra essere cambiato : il potere di un individuo è costantemente minacciato non solo dai diretti oppositori ma spesso anche dai suoi stessi alleati , mentre corruzione e tra [...]

"MELANCHOLIA", DIALOGO TRA LA NATURA E UN DANESE

Il film di Lars Von Trier mette in gioco la contrapposizione tra la grazia e l'abitrio, centrale nella cultura nordica. E richiama curiosamente dal punto di vista visivo alcune sequenze di "Tree of Life", l'altro grande protagonista del Festival di Cannes

(16/11/2011) - In questi giorni rivedo le immagini in alta definizione di “Tree of Life” , la parte di sfondamento cosmogonico che sembra fornire allo spettatore una possibile elaborazione del lutto da parte di una famiglia di Waco (la cittadina texana da cui viene Terrence Malick ) per la perdita di uno dei tre figli. Ed è curioso che alcune sequenze ricordino da vicino quelle di “Melancholia” , l’ultimo film di Lars von Trier . Entrambi i titoli erano in concorso [...]

SORRENTINO, SUPERFICIE E STEREOTIPO

Salutato da una critica sin troppo benevola, "This must be the place" conferma la tensione del regista de "Il Divo" verso un cinema che sacrifica tutto allo sguardo lenticolare sul personaggio principale

(29/10/2011) - Saremmo tentati di dire “molto rumore per nulla”. E di liquidare come una forma di provincialismo il clamore suscitato da “This must be the place” , nuovo film di Paolo Sorrentino . Si tratta in realtà di una pellicola destinata a incontrare il gusto medio del pubblico da Sundance Festival , non distante dai modelli narrativi sfrangiati del cinema indipendente statunitense, con molti spunti di sceneggiatura sacrificati come di consueto in Sorrentino dal tentati [...]

"CARNAGE", UN LAVORO AUTOBIOGRAFICO?

Il film di Roman Polanski enfatizza alcuni tratti del testo teatrale di Yasmina Reza. E configura l'esistenza di un "fuori campo" che si pone come il piano di realtà, a contraddire gli eventi che si producono nella situazione da laboratorio del salotto borghese

(20/09/2011) - Chi conosce il cinema di Roman Polanski sa che il tema dell’ “interno” lo affascina da sempre. Non è un caso che tre dei suoi lungometraggi più riusciti, “Repulsion” , “Rosemary’s babe” e “L’inquilino del terzo piano” siano stati raccolti dalla critica nella cosiddetta “trilogia dell’appartamento” . “Carnage” non sfugge dunque alla regola, e può richiamare alla mente l&r [...]

 
 
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