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IN BRIANZA LA CULTURA SI RESPIRA AL 'MOVIE CINECLUB'

Milano Cultura intervista il suo fondatore: Emilio Riva

 
 

Ingmar Bergman diceva: “Abito sempre nel mio sogno; di tanto in tanto, faccio una piccola visita alla realtà”.

Anche Emilio Riva, che del grande regista svedese è uno dei fan più accaniti, ha deciso di vivere così.
Abita nel suo sogno dal 1965, quando ha fondato un piccolo cinematografo, il 'Movie', nella taverna della sua villetta in Brianza, recuperando il proiettore e le poltroncine in pelle rossa dai cinema che chiudevano. Oggi il sig. Riva ha 79 anni e i suoi occhi brillano ancora mentre parla della passione a cui ha dedicato tutta la vita: il cinema. Dopo una gioventù passata in cabina a fare il proiezionista (al cinema Impero di Seregno) ha “messo la testa a posto” e ha aperto una tipografia tutta sua.

Una scusa, verrebbe da pensare sorridendo, per comprarsi una villetta e costruire il 'Movie Cineclub'.
Il cinema, per Riva, diventa un mezzo privilegiato per veicolare idee, comunicare messaggi e testimoniare i tempi che cambiano. Non siamo a Milano ma nell’operosa Brianza che la sera va a letto presto perché la mattina deve aprire la bottega ma l’esperimento funziona e il Movie, negli anni d’oro, registra 8/9.000 presenze a stagione.

Riva proietta pellicole praticamente introvabili e organizza rassegne, retrospettive e documentari di qualità, frutto di un’accurata selezione. Oggi il Movie non è solo un cinematografo ma anche un’associazione culturale che vuole testimoniare l’importanza dell’arte e del cinema in particolare.

Come è nata la passione per il cinema?

La mia passione o meglio “ossessione” per il cinema affonda le sue radici molto lontano nel tempo, nella mia infanzia. Ero solo un bambino ma già rubavo i soldi dal salvadanai per andare al cinema a vedere le pellicole di Fred Astaire e Ginger Rogers. Al cinema Impero di Seregno, nato nel 1939, il biglietto per i bambini fino a 10 anni costava 90 centesimi. A 12 anni ho incominciato a lavorare al cinema Impero come aiuto proiezionista: la cabina era diventata la mia seconda casa. A 16 anni sostenni l’esame per diventare proiezionista, lo superai, ma le regole vietavano che io stessi in cabina da solo perché non ero ancora maggiorenne. L’esame era rigido perché ai tempi, il mestiere del proiezionista, era pericoloso: le pellicole in celluloide erano facilmente infiammabili. Nel 1943 scoppiò un incendio al cinema Impero: io mi salvai ma mia mamma era molto preoccupata per la mia passione un po’ rischiosa.

Quando ha deciso di aprire il Movie?
Nel 1965 mi ero messo in proprio aprendo una tipografia. Il desiderio di condividere e allargare la mia passione si faceva sempre più forte finchè decisi di realizzare il mio sogno fondando un cinema tutto mio: il Movie. Facevo la spola tra Seregno e Milano, in via Superga, per noleggiare i film presso i distributori. Il primo film che proiettammo fu La battaglia di Algeridi Gillo Pontecorvo. Subito dopo proponemmo tutti i film di Bergman: eravamo i primi in Brianza.

Una bella sfida da reggere da solo.. c’è qualcuno che l’ha sostenuta?
Mia moglie mi è sempre stata accanto. Lei è una grande appassionata di cinema ed è anche la mia critica di fiducia. Pensate che l’ho conosciuta in cabina di proiezione. Galeotto fu il cinema… Eh si, è proprio il caso di dirlo. Avevo solo 18 anni, correva l’anno 1947. Il mio aiutante mi chiese se poteva far salire in cabina la sua fidanzata con un’amica. È stato amore a prima vista.

È mai stato alla mostra del cinema di Venezia?
No, mai. Sinceramente non amo molto queste manifestazioni. Però sono stato ad Hollywood e camminando per la mitica 'Walk of Fame' mi sono davvero emozionato. Penso che il cinema hollywoodiano delle origini sia ancora il migliore in assoluto.

Chi è oggi il pubblico del Movie?
Ci sono appassionati di tutte le età. Qui, tra il buio delle mie poltroncine rosse, sono nate bellissime storie d’amicizia e d'amore. Alcuni dei nostri aficionados si sono sposati ed ora sono i loro figli, ormai adulti, a frequentare il Movie. Nei nostri anni migliori, registravamo 8/9.000 presenze nel corso della stagione. Oggi non si può certo dire che il tam tam dei cinefili sia morto ma è piuttosto diminuito. La crisi dell’anno orribile si fa sentire a tutti i livelli. Ma anche se ho un solo spettatore in sala non ci penso due volte: salgo in cabina e proietto il film lo stesso.

Qual è il suo regista preferito?
Tra gli attuali ho una particolare predilezione per Steven Spielberg. Tra gli italiani, i miei preferiti sono Rossellini, Pietrangeli e Fellini. Senza trascurare Bergman, naturalmente, per il quale ho un vero e proprio pallino. Il mio attore preferito è Clark Gable.

Cosa rappresenta per lei il cinema?
Il cinema per me è la vita. È una passione, un’ossessione, una malattia.
L’unica dalla quale non vorrei mai guarire….

 
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Autore: Elena Rimessi
12/03/2009 - 11.11.00
 
In Brianza la cultura si respira al 'Movie Cineclub'
FOTO: In Brianza la cultura si respira al 'Movie Cineclub'
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