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ROY LICHTENSTEIN, FARE UN QUADRO SENZA FARE UN QUADRO

"Meditations on Art", alla Triennale sino a maggio: una rilettura dell'arte moderna, da Monet a Mondrian

 
 

Cosa c’è da dire ancora su Roy Lichtenstein? Molto, in verità, così come su qualsiasi grande artista. Diffidate sempre di chi lamenta che di un pittore si sappia già tutto.

E questa bella esposizione prodotta dalla Triennale di Milano e da Alphaomega Art, con la curatela di Gianni Mercurio, ha il merito di concentrarsi su lavori certo meno conosciuti delle rielaborazioni di fumetti, tanto più significative per capire il pensiero di un artista che la 'pop culture' ha di fatto trasformato in un brand, ma che in quel brand certamente non si esaurisce.

All’inizio degli anni '50, allorché la pittura americana approfondisce gli stilemi espressivi dell’astrattismo europeo e riflette sull’esperienza di Paul Klee e Pablo Picasso, Roy Lichtenstein comincia a reinterpretare alcuni temi della cultura nazionale americana, attingendo spesso alla storia della nascita della nazione, alla luce delle ultime conquiste dell’arte europea.

Ma si emancipa presto da questa sorta di riflessione sulle proprie radici, per intraprendere una 'rivisitazione' sistematica di alcuni momenti fondamentali della vicenda delle avanguardie storiche.

Il procedimento è sempre lo stesso: attraverso un processo di "meccanizzazione" della pittura, Lichtenstein arriva ad assimilarla alla grafica, quasi che il destino di Picasso, Matisse, Léger, Mondrian sia quello di incarnarsi in 'quadri-non quadri', simulacri pop che alludono alla trasformazione industriale dell’opera e alla sua serializzazione, come se si trattasse di oggetti stampati e avviati alla distribuzione commerciale di massa.

Sotto questo profilo, l’operazione intellettuale posta in essere non è dissimile da quella di Andy Warhol. Cambia però, per così dire, la direzione del procedimento. Warhol prende oggetti appartenenti alla società dei consumi e, attraverso un lavoro sull’immagine improntata ai paradigmi della serializzazione e della variazione, li pone al centro del sistema di rappresentazione su cui si basa la propria arte.

Lichtenstein rovescia questo procedimento: prende l’opera, la svuota della sua pittoricità, ne "liofilizza" il portato concettuale, e la fa diventare “music for the masses”, per dirla coi Depeche Mode.

Quel che è più difficile capire è se in realtà il lavoro di Lichtenstein non miri proprio a far riemergere dalla copia, ossia dalla dimensione 'pop' della riproduzione a cui sono affidati i capolavori dell’arte contemporanea, l’originale, attraverso cambiamenti "mimetizzati" dalla forte riconoscibilità dell’immagine, dal suo carattere iconico di opera ormai entrata a far par parte dell’immaginario pop.

Di certo, l’ambizione della pittura è proprio quella di porsi in questa sorta di "intercapedine", tra l’unicità dell’oggetto e la molteplicità della sua riproduzione seriale.

La mostra, curata da Gianni Mercurio, sembra in quest’ottica aver colto a pieno il senso di una ricerca che in altre rassegne dedicate a Lichtenstein è stato invece banalizzato, con la scelta di indulgere su aspetti più accomodanti per l’occhio “pop” dello spettatore.

Mercurio, che alla Triennale aveva già curato le mostre su Haring, Warhol e Basquiat, è riuscito nell’occasione a concentrare “Mediatations on Art” sui momenti fondativi della cifra di Lichtenstein, che risiede in questa capacità di "scardinare" gli assunti della cultura formale del modernismo, e dunque nel produrre opere rivoluzionarie proprio perché rifiutano la necessità di essere assolutamente nuove per tecnica, stile e contenuto.

Il documentario filmato di Christina Clausen, così come il catalogo di 'Skira', eccezionalmente ricco, costituiscono due supporti di approfondimento fondamentali per chi vuole mettere in relazione l’opera e la vita di questo artista che ci ha insegnato a fare un quadro senza fare un quadro.

“Mediatations on Art - Roy Lichtenstein"
Dal 26 gennaio al 30 maggio 2010

Triennale
Viale Alemagna, 6 - 20121 Milano
Tel 02.724341
E-mail info@triennale.it

Orario:
- 10.30 - 20.30 (chiuso il lunedì)
- giovedì e venerdì 10.30 - 23.00

Ingresso:
9 €
- 6.5 € - 5.5 € - 5.5 €

 
GALLERIA FOTOGRAFICA

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Autore: Andrea Dusio
24/02/2010 - 17.03.00
 
Roy Lichtenstein, fare un quadro senza fare un quadro
FOTO: Roy Lichtenstein, fare un quadro senza fare un quadro
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