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BREAKING WALLS A MILANO

Tredici writer proiettano su tela pensieri e sensazioni a vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino

 
 

La Cortina di ferro che per 28 anni tagliò l’Europa in due, passando per Berlino, era un monumento eretto in nome della Paura. Un recinto che tenne in ostaggio i suoi stessi creatori, alienandoli nella reclusione da loro auspicata, mattone su mattone. Ma proprio nella pietra viva qualcuno vide un supporto per gridare la sua rabbia e il suo dissenso, e allora la street art diventò veicolo di questa silenziosa protesta.

I murales dipinti sul Muro divennero l’unico modo per non restare muti di fronte allo scempio che di punto in bianco separò famiglie, amanti, amici, spaccando in due la capitale della Germania. In occasione del ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, a Milano è stato organizzato un concept-event interattivo dal titolo “Breaking Walls”, volto ad informare e lasciar riflettere i giovani sui diritti umani, a partire dalla libertà. L’evento, che ha avuto luogo alla Loggia dei Mercanti, prosegue tutt’ora e fino al 19 dicembre, alla Fondazione Luciana Matalon, dove sono esposte le opere selezionate di 13 writer di spicco assieme alle fotografie di Daniele Barraco che ritraggono la precedente manifestazione.

Le tele di AirOne, Rendo, Flycat, El Gato Chimney, Kayone, Raptuz, Mr. Wany, Mambo, Sea Creative, Pogliaghi, Senso ed Ericsone esposte all’interno della galleria sono tutte lavori di grande creatività, che sublimano il writing nelle forme più “da interni” della street art. Si materializzano così su un supporto diverso dal muro pensieri e sensazioni, talvolta espressi in frasi, come per i lavori di Airone, Flycat e Senso, talvolta in simboli, come le daliniane tele di El Gato Chimney, talvolta in illustrazioni meno immediate ma di grande vigore rappresentativo, come quelle di Kayone o Mr. Wany.

Anche se per un writer la caduta di un muro è fisicamente uno spazio in meno da personalizzare, nessuno meglio di un graffitaro potrebbe misurarsi con l’anniversario della caduta del Muro di Berlino. Nella memoria di un passato nemmeno troppo lontano, ad essere stato abbattuto è una barriera, un muro non soltanto fisico ma anche immateriale, che si ergeva a separare gli uomini limitandone i diritti. Nell’epoca odierna, in cui l’arte si vende all’asta al migliore offerente e i pubblicitari si camuffano da artisti per vendere un’idea o – peggio – un prodotto, di muri da demolire ce ne sono ancora.

Un writer viene considerato vandalo quando agisce di notte, nel buio, per risanare un’area urbana dimenticata facendola rivivere nel colore di una sua intuizione, ma quando entra in una galleria e si istituzionalizza viene rispettato anche come artista. C’è una barriera immateriale che deve ancora essere abbattuta: il pregiudizio che separa l’espressione accademica e quella di strada. Comunque la si voglia definire, è sempre di arte che si sta parlando.

 
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Autore: Caterina Bigliardo
13/12/2009 - 18.55.24
 
Breaking Walls a Milano
FOTO: Breaking Walls a Milano
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