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ARTE  ›  OPERE VARIE

GEHRY, ARTISTA DELLE FORME ARCHITETTONICHE

Consuntivo della mostra alla Triennale di Milano, prima esposizione dedicata all'architetto di origine canadese a Milano

 
 

“Tentare i limiti dell’architettura non seguendo la logica della normalità e della tradizione per tentare di immettere in essa una soggettività lontana dagli stereotipi dominanti è stato, sin dagli anni Sessanta, il fine ideale di Frank O. Gehry. La necessità di un ribaltamento del pensare costruttivo funzionalista e razionalista che, con il passare del tempo, si era sempre più omogeneizzato perché propenso alla ripetitività linguistica e formale, senza speranze e senza qualità, lo ha spinto a ricercare un’espressività, dovuta all’intreccio tra soggetto e oggetto, dove l’architettura riemerge dall’infanzia, si fa istanza personale ed esistenziale”. Con queste parole Germano Celant, critico e storico dell’arte, presenta la mostra "Frank O. Gehry dal 1997" alla 'Triennale di Milano' della quale è stato curatore.

Si è trattato di un evento della durata di circa 4 mesi, iniziato il 27 settembre 2009 e concluso il 10 gennaio 2010. È stata la prima esposizione dedicata interamente al celebre architetto di origine canadese ed ha ospitato, come si evince dal titolo stesso, una serie di progetti realizzati a partire dal 1997, a seguito dell’importante svolta linguistica rappresentata dal Guggenheim Museum di Bilbao fino a arrivare alle ultime creazioni.

All’interno dell’allestimento, curato dallo studio Cerri e Associati, l’architetto ha selezionato personalmente i progetti da esporre cercando di prediligere lavori per la maggior parte inediti.

Viene posta molta attenzione oltre agli edifici stessi al loro rapporto con il territorio, indagando le relazioni che si innescano con l’intorno, in un’ottica di progettazione volta all’urbanistica.

Il percorso espositivo si apre con il Guggenheim Museum di Bilbao e prosegue con la Walt Disney Concert Hall, completata nel 2003, le 3 torri del Neue Zollhof di Düsseldorf (1994-2001), il DZ Bank Building di Berlino (1995-2001), il Ray and Maria Stata Center for Computer di Cambridge (1998-2004), l'Art Gallery of Ontario di Toronto (2000-2008), il Jay Pritzker Pavilion (1999-2004) di Chicago (1999-2004), l'Interactive Corporation Headquarter di New York (2003-2007) e alcuni lavori tuttora in corso di realizzazione, come la Fondation Louis Vuitton di Parigi, l'edificio in Beekman Street a New York e l'attesissimo Guggenheim Museum di Abu Dhabi la cui progettazione è iniziata tra il 2005 e il 2006.

Attraverso filmati, fotografie, disegni, e modelli non solo esecutivi ma anche delle varie fasi di studio e di elaborazione del progetto, il visitatore può avere una visione più completa del processo creativo che dà origine alle architetture di Gehry vedendolo crescere e mutare nella mente dell’architetto.

Viene evidenziata, attraverso interviste e display che illustrano la nascita e la specificità del gruppo 'Gehry Technologies', la fondamentale importanza nell’opera di Gehry della tecnologia, infatti attraverso l’utilizzo del software 'Catia' rivoluziona la progettazione tradizionale ottimizzando il processo di creazione architettonica. Grande importanza viene data alla “materia”, attenzione evocata fisicamente nell’allestimento, e ai materiali impiegati dall’architetto infatti vengono proiettati in video i materiali relativi alle tecnologie utilizzate da Gehry nelle diverse fasi del processo creativo e costruttivo.

 
GALLERIA FOTOGRAFICA

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Autore: Mariagiulia Mazzari
09/02/2010 - 12.05.00
 
Gehry, artista delle forme architettoniche
FOTO: Gehry, artista delle forme architettoniche
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