TWISTER: UNA FINESTRA SULLA CONTEMPORANEITĀ
Con dieci opere č stata inaugurata in Lombardia la prima rete museale in Italia
Un progetto originale e ambizioso che si affaccia sulla scena del mondo dell’arte, in Italia, come una novità che ha il retrogusto della sfida di sempre: avvicinare l’arte contemporanea al grande pubblico: un rapporto spesso retto da dinamiche di incomunicabilità e, quindi, di incomprensione.
Twister, la Rete dei musei della Lombardia per l’arte contemporanea, inauguratosi lo scorso 3 ottobre, è il prodotto di questa sfida, e per affrontarla al meglio punta sulla collaborazione tra 10 musei lombardi, sul sostegno di Regione Lombardia, dell’Assessorato Culture, Identità e Autonomie, e sul contributo di un partner privato come Fondazione Cariplo.
Dieci i musei/enti partecipanti: il Fai-Villa e Collezione Panza di Varese; la Fondazione Stelline di Milano; la Galleria del Premio Suzzara; la GAM Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate; la GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo; la MAM Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti (MN); il Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio (VA); il Museo d’Arte contemporanea di Lissone (MB); il Museo del Novecento di Milano; il Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate.
Dieci anche gli artisti: Mario Airò, Massimo Bartolini, Carlo Bernardini, Loris Cecchini, Madame Duplok, Chiara Dynys, Lara Favaretto, Maik e Dirk Lobbert, Marzia Migliora, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini.
Tutti selezionati tramite un concorso internazionale a invito, hanno progettato e realizzato un’opera site specific/site related per il museo o ente loro assegnato.
Peculiarità comune a tutte le installazioni è il legame con il tessuto urbano e il territorio in cui le istituzioni sono inserite, così come la necessità di acquistarle, rendendole parti permanenti delle collezioni di ogni singolo museo. In più, Ofri Cnaani, artista israeliana residente a New York, si è occupata della costruzione di un intervento artistico in rete, allo scopo di creare un filo conduttore tra i musei, sottolineando al contempo la specificità di ogni realtà coinvolta.
Si tratta di video-installazioni, una serie di “gesti Haiku” site-specific, tesa a creare suggestioni fisiche e psicologiche all’interno degli spazi in cui si trovano, “con l’intento di ripensare i loro contesti fisici, storici e sociali” , come la stessa Cnaani ha dichiarato.
Twister si pone, dunque, come un’iniziativa di elevata valenza culturale e sociale, che favorisce il raggiungimento di un triplice obiettivo: incrementare il valore patrimoniale dei singoli musei membri, arricchendoli di nuove opere d’arte; promuovere e sostenere il lavoro degli artisti, svincolandoli così dalle logiche di mercato; comunicare alla gente uno slancio verso la contemporaneità, cercando di renderla più vicina e comprensibile.
Un progetto impegnativo e di prestigio, e lo sarebbe ancora di più se fosse protratto nel tempo, se, cioè, oltre la prima edizione se ne ripetessero altre. Si è detto che i fondi per finanziare il progetto arrivano da una cassa comune ai 10 musei, dalla Regione Lombardia, appellatasi alla legge regionale del 29 aprile 1995 n.35, intitolata “Interventi della Regione Lombardia per la promozione, il coordinamento e lo sviluppo di sistemi integrati di beni e servizi culturali”, e dalla Fondazione Cariplo. Una spesa non proprio esigua e, considerata la difficoltà che si incontra nell’investire nell’arte, c’è da sperare che lo slancio e le forze impiegati quest’anno non si arrestino nel futuro, e che le istituzioni perseverino dunque nelle iniziative intraprese.