(09/02/2010) - “Tentare i limiti dell’architettura non seguendo la logica della normalità e della tradizione per tentare di immettere in essa una soggettività lontana dagli stereotipi dominanti è stato, sin dagli anni Sessanta, il fine ideale di Frank O. Gehry . La necessità di un ribaltamento del pensare costruttivo funzionalista e razionalista che, con il passare del tempo, si era sempre più omogeneizzato perché propenso alla ripetitività linguis [...]
(27/10/2009) - Un progetto originale e ambizioso che si affaccia sulla scena del mondo dell’arte, in Italia, come una novità che ha il retrogusto della sfida di sempre: avvicinare l’arte contemporanea al grande pubblico: un rapporto spesso retto da dinamiche di incomunicabilità e, quindi, di incomprensione. Twister , la Rete dei musei della Lombardia per l’arte contemporanea, inauguratosi lo scorso 3 ottobre, è il prodotto di questa sfida , e per affrontarla al m [...]
(26/10/2009) - L’ arte italiana "sta male". Anche quella giovane. L’anomala mediocrità, la banalità delle proposte veicolate dai finalisti del " Premio Cairo ", e soprattutto il verdetto della giuria, che ha voluto premiare, con una motivazione altisonante, un’ “opera che non c’è” , come quella di Marzia Migliora , testimonia una volta di più una crisi sistemica . La 37enne di Alessandria, al di là delle ovvie osservazioni che si po [...]
(26/06/2009) - All’interno degli spazi della Triennale , nell’ambito del Design Museum , è visibile sino al 28 giugno “Oggetti Disobbedienti” , una collezione di intelligenti provocazioni sospese tra funzionalismo e situazionismo, e che condensa le opere migliori di Giulio Iacchetti , un industrial designer che in molti ricorderanno allorché, nel 2001, vinse il Compasso d’Oro per la posata multiuso biodegradabile Moscardino, realizzata con un altro giovane [...]
(26/05/2009) - Venire a patti con il lavoro di Liliana Moro non è semplice. Quella che è considerata una delle artiste italiane più importanti della sua generazione sembra aver concentrato il proprio lavoro su di una sorta di rarefazione concettuale che lo pongono da un lato come una riflessione sul dispositivo dell’opera e che dall’altro mette in gioco la capacità di generare senso a partire dall’essiccazione di quello stress emotivo che aveva invece contraddi [...]
(23/03/2009) - Emilio Isgrò è un artista concettuale e non c’è da stupirsi che sia arrivato alla cancellazione di se stesso, perché la “cancellatura” è la sua cifra stilistica più conosciuta, fin dal 1963 con la sua opera "Volkswagen" accompagnata dalle prime “Cancellature” proseguite nell’arco degli anni. Tra le varie operazioni di questo tipo, spesso su libro in box di plexiglass, un certo scalpore ha [...]
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