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ARTE  ›  MOSTRE MERCATO E FIERE

IL LIBRO ANTICO COMPIE VENT'ANNI

La mostra organizzata dalla Fondazione Biblioteca di via Senato ha raccolto più di 50 espositori

 
 

Tre giorni di libri antichi e rari. Dal 13 al 15 marzo, al Palazzo della Permanente di Milano, oltre 50 espositori provenienti da tutta Europa hanno messo in mostra il loro patrimonio secolare, prezioso agli occhi dei curiosi, degli appassionati e dei collezionisti.

Organizzata dalla Fondazione Biblioteca di via Senato, la Mostra del Libro Antico è giunta quest’anno alla sua ventesima edizione, occasione celebrata con una ricchezza notevole di proposte bibliografiche di pregio.

In esposizione, edizioni degli albori della stampa fino alle pubblicazioni dei primi del ‘900, tutte di ampio interesse e fascino. Legature in pelle, mezzapelle e pergamena, formati ben lontani dal ‘nostro’ ordinario sedicesimo, carte brunite dal tempo e consunte per l’usura, caratteri gotici, preziose miniature, tagli dorati, chiusure metalliche elaborate chiudono, applicate ai piatti anteriore e posteriore, il libro rendendolo un oggetto di culto, che acquista valore col passare del tempo, guadagna pregio mentre perde attualità. 

Nel corso dei secoli i paratesti sono molto cambiati: fino all’età moderna il lettore - in genere di ceto sociale elevato - sceglieva la rilegatura del proprio libro, le decorazioni, magari in oro e pietre, del volume che voleva acquistare. In tal modo, ogni libro era, dal punto di vista paratestuale, un oggetto unico e prezioso, e la rilegatura un’arte.

Tra i volumi in mostra alla Permanente di Milano erano presenti opere di valore elevatissimo come l’edizione originale del progetto di Giuseppe Piermarini per il Teatro alla Scala, stampata a Milano nel 1789 in esposizione presso lo stand della libreria milanese Il Polifilo, illustrata, come la preziosa edizione del De Architectura di Vitruvio stampata a Venezia da Giovanni Tacuino de Tridino nel 1511 e in mostra presso Antonio Pettini.

Oltre a libri di architettura, numerose le edizioni dei Libri d’Ore, particolarmente ricche di fregi, miniature e decorazioni. Presso la Libreria Antiquaria modenese Lucia Panini è ad esempio possibile trovare un Libro d’Ore della famiglia Visconti della fine del XV secolo, edito in tirature limitate a 500 esemplari; ma anche un Libro d’Ore di Lorenzo De’ Medici pubblicato intorno al 1450 in 980 copie.

Lo Studio Bibliografico bolognese Giuseppe Solmi ha in possesso Libri d’Ore in uso dalla cattedrale di Chartres, oltre a stupende miniature colorate del periodo a cavallo tra ‘400 e ‘500, ma anche una preziosa lamina aurea medievale con l’incisione della figura di un vescovo, e un foglio membranaceo tratto da una Bibbia di area francese del XIV secolo

Curioso, invece, il manuale per inquisitori Malleus maleficarum stampato a Colonia nel 1494 e disponibile presso lo Studio Bibliografico Paolo Rambaldi.

Parecchie le opere scientifiche esposte: anatomia, astronomia, scienze naturali si trovavano presso vari antiquari. Solo per citarne alcune, un Atlante celeste di John Flamstèed dell’inizio del ‘700 e una raccolta di scritti astronomici del ‘400 stampata da Aldo Manuzio.

Dell’innovativo stampatore veneziano, che ha rivoluzionato per certi aspetti la storia della stampa, erano esposti libri come il Rerum Augustanarum Vindelicarum del 1594, presso la Libreria romana Antonio Pettini; e l’Hypnerotomachia poliphili di Francesco Colonna stampata nel 1499, e custodita dalla Libreria aretina Studio Wunderkammer. Dello stesso libraio, anche l’enorme volume di anatomia di Jacques Fabian Gautier d’Agoty Corso completo di anatomia.

Numerose le opere di letteratura, tra cui varie edizioni della Divina Commedia, come quella di Alfonso D’Aragona conservata presso la già citata Libreria Lucia Panini e risalente alla metà del XVI secolo, pubblicata in 750 esemplari. L’opera dantesca è presente in svariate edizioni: dalla prima aldina del 1502 in formato tascabile, disponibile presso lo Studio Bibliografico Il caffè, alla prima edizione commentata dal Vellutello stampata a Venezia da Marcolini nel 1544 (presente presso Il Polifilo).

Interessantissimi, poi, I Promessi Sposi in brossura marmorizzata coeva, stampati nel 1829 in piccolo formato. Il volto del Manzoni campeggia sulla copertina in pelle bianca con iscrizioni dorate nell’edizione de I Promessi sposi del primo ‘900 pubblicata da Hoepli. Risalenti al secolo scorso anche le edizioni di Sonzogno, reperibili ad esempio presso la Libreria padovana Buzzanca.

Non mancano nemmeno i capolavori della storia letteraria come la prima edizione illustrata del Don Quixote di Cervantes presentata dal londinese Bernard Quaritch

Nell’anno in cui ricorre il centenario del Futurismo, non potevano mancare numerose edizioni relative al movimento artistico-letterario del primo Ventennio del ‘900. Opere di Filippo Tommaso Marinetti pubblicate dalle Edizioni Futuriste di ‘Poesia’ come Otto anime in una bomba, Les mots en liberté futuristes; ma anche Guerrapittura di Carrà (cognome che in copertina è scritto, futuristicamente, con tre ‘r’). Tra le Librerie dispongono di un elevato numero di testi futuristi, la Giorgio Maffei di Torino, la modenese Paolo Buongiorno (che espone il marinettiano Uccidiamo il chiaro di luna) e la Libreria Pontremoli di Milano che ha un catalogo ‘futurista’ di oltre 750 titoli che annovera, tra gli altri, testi di Boccioni, Folgore, Cangiullo.

Tra le curiosità, la libreria romana Scarpinato conserva alcuni schizzi e caricature realizzati da un Federico Fellini 22enne in occasione della realizzazione, mai avvenuta, del film “I cadaveri del deserto” tratto dal romanzo di Emilio Salgari. Non mancano, inoltre, presso il medesimo antiquario, autografi di Napoleone del 1809 e di Giovanni Pascoli.

Tra i libri per l’infanzia, un’edizione de Le avventure di Pinocchio di Collodi si trova presso la libreria torinese Little Nemo Casa d’Aste in una delle primissime edizioni, quella del 1886 (il romanzo è uscito per la prima volta nel 1883), per l’editore Felice Paggi che diverrà Bemporad a fine secolo.

Non c’era che l’imbarazzo della scelta, dunque, per il collezionista o lo studioso di libri antichi, che tra gli spazi espositivi ha potuto passeggiare nella storia dell’editoria e della cultura, con un balzo indietro nel tempo.

 
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Autore: Elisa Di Battista
17/03/2009 - 11.43.13
 
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