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"CAMERA WORK", UNO SCATTO 'LUNGO' 106 ANNI

Al Palazzo della Ragione sino al 13 settembre una rassegna dedicata alla 'storica' rivista americana di fotografia

 
 

Quando ci si avvicina alle bacheche, all’interno delle quali sono custoditi i 50 fascicoli della rivista, si deve essere necessariamente a conoscenza dell’esperienza di "Camera Work" e dei suoi fotografi negli anni in cui “rivoluzionarono” il panorama artistico americano.

Solo così si potranno interpretare quelle splendide tonalità antiche e sfumate, e quindi cogliere appieno il senso di una mostra che celebra uno dei più importanti prodotti editoriali che abbiano trattato la fotografia come mezzo e fine stesso dell’arte.

"Palazzo della Ragione"
ospita ancora fino al 13 settembre “Camera Work, l’opera fotografica di Stieglitz, Steichen e Strand tra Europa e America”.

Si tratta di una delle rarissime collezioni complete della rivista, conservata negli "Archivi Alinari".

Nata nel 1903, per volere del fotografo newyorkese Alfred Stieglitz, "Camera Work" per ben 14 anni (le pubblicazioni cessarono nel 1917) fu una vera 'fucina di artisti' che con le loro opere scardinavano l’idea di una mera e, spesse volte, sterile fotografia documentaristica ottocentesca. In quelle pubblicazioni diversi talenti con i nomi di Frank Eugene, David Octavius Hill, Frederick Henry Evans, Alvin Langdon Coburn, Gertrude Kasebier, Clarence H. White e altri esponenti del movimento 'foto-secessionista', trovavano lo spazio per esprimere la propria libertà artistica, per trascrivere l’istantanea della realtà moderna, in sensibile e continuo mutamento. Emblematico è il "Flat-Iron Building" di Stieglitz, quel palazzone ad angolo tra la Fifth Avenue e Broadway, che lo stesso artista percepisce come “la prua di un mostruoso transatlantico”, simbolo di un’America che si stava costruendo.

E la chiave di lettura di questa modernità risiedeva nei toni caldi, sfocati e quindi evocativi del Pittorialismo, superato poi dalle opere più dure, marcate, dirette e astratte di Paul Strand, l’ultimo 'discepolo' di "Camera Work" che, a detta dello stesso Stieglitz, inaugurerà uno stile tutto americano: la "Straight Photography".

Il visitatore non si stupirà di incontrare, scorrendo tra quelle meravigliose "Photogravure", dipinti e disegni di Picasso o di Matisse, di Braque, Cezanne o Rodin. Perché "Camera Work", rivista di ampio respiro europeo, vanta il merito di aver fatto conoscere gli artisti del Vecchio Continente al pubblico statunitense, portandolo ad esplorare Modernismo, Futurismo ed Espressionismo. E questa mostra, 106 anni dopo la nascita della prestigiosa rivista, ci restituisce quelle contaminazioni tra Europa e America che, assumendo forme nuove, hanno continuato a vivere nella fotografia artistica del novecento più inoltrato.

 
GALLERIA FOTOGRAFICA

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Autore: Anna Grazia Liuzzi
10/09/2009 - 12.30.00
 
"Camera Work", uno scatto 'lungo' 106 anni
FOTO: "Camera Work", uno scatto 'lungo' 106 anni
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