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ARTE  ›  DISEGNO & GRAFICA

CARATTERI MOBILI: KAYONE ACCOMPAGNA LA STRADA SU TELA

Una mostra curata da Marco Meneguzzo parte dal writing per mostrare nuovi mondi

 
 

Se si parte dall’assunto secondo cui è impossibile capire un’opera sradicandola dal suo contesto, per comprendere il senso della mostra "Caratteri Mobili" di KayOne bisogna fare un passo indietro di 20 anni. E’ necessario tornare, almeno con l’immaginazione, alla Milano di fine anni ’80, quando in Italia comincia a nascere in maniera ancora velata il fenomeno del graffitismo. I primi writer italiani importarono principalmente dall’America stili e maniere per scrivere sul tessuto urbano, trasformando un gesto di affermazione del sè – è così che nasce il writing nei ghetti di New York – in una dimensione estetica da reinventare.

KayOne si distinse tra i primi graffitari per la precisione dei suoi tratti che, nonostante gli scarsi mezzi dell’epoca, risultavano lucidi e puliti, e per la rappresentazione di puppet, ossia cartoon. In questa fase iniziale, l’opinione pubblica vedeva il graffitismo come un fenomeno così underground da risultare semi-invisibile, tanto che non era ancora considerato un crimine. Sono passati molti anni da quella protofase e in Italia si stenta ancora oggi a valutare il writing come un’arte. Ma, proprio in quanto espressione culturale ed estetica di un’epoca, pur sfuggendo a classificazioni e nomenclature, non è possibile ignorarne la portata innovativa.

Le tele realizzate da KayOne per "Caratteri Mobili" si iscrivono a pieno titolo nel panorama artistico dell’aerosol art, in quanto riportano, seppur su un supporto diverso dal consueto scenario urbano, la velocità delle linee tipiche del writing.

I "minuti contati" a disposizione di un writer che nella notte deve confezionare il suo lavoro in fretta lo costringono a 'tratti rapidi', così come l’action painting esorta l’artista ad imprimere l’idea all’istante.
La freschezza delle tele di KayOne è "debitrice" del suo background di graffitaro, soprattutto per l’impatto visivo di cui si compongono: mescolano cultura pop e futurismo, action painting e writing, esplodendo in una celebrazione di colori vivaci e linee dinamiche dal sapore stradale.

KayOne lavora su diversi strati per creare profondità, esprimendo la sua creatività con colle, spray, sabbie, ciottoli, carta e pigmenti. Il tratto, solo apparentemente immediato, è frutto di un calcolo visivo ponderato per creare 'grinta' e 'vigore'.

L’esposizione è curata nei minimi dettagli, proponendo i lavori a breve distanza uno dall’altro per creare la sensazione di un’invasione, come se la strada irrompesse tra le mura di una galleria. Come un caotico Demiurgo, KayOne crea i suoi mondi avveniristici plasmandoli con le vernici, definendo i particolari con i gesti pronti di una mano, impreziosendone la forma con materiali provenienti da un altro emisfero dello stesso universo, quello della strada.

Anche l’arte grafica trova un posto in questo cosmo, nel momento un cui lo studio del lettering prende le sue mosse dalla sottocultura urbana e si "istituzionalizza" entrando nei circuiti dell’arte accademica o della pubblicità.
Le lettere delle tele di KayOne non hanno però il compito di veicolare un preciso messaggio, sono state inserite secondo i titoli delle sue opere, anche questi nati più da un’idea visiva che da una riflessione razionale.

C’è un particolare che ricorre in maniera quasi costante in molte delle sue tele: un occhio. Il senso è quello di ribaltare l’assioma dell’opera che si fa osservare: dotare la tela della vista vuol dire renderla 'osservatore' e così, come in una sorta di Panopticon, è lo spettatore ad essere scrutato.

 
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Autore: Caterina Bigliardo
05/10/2009 - 11.07.00
 
Caratteri Mobili: KayOne accompagna la strada su tela
FOTO: Caratteri Mobili: KayOne accompagna la strada su tela
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