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ARTE

FEDERICO BORROMEO COME STEVE JOBS?

Il cardinale della peste manzoniana si dimostrò uno straordinario uomo di marketing ante litteram, organizzando il "lancio" di uno dei "prodotti" di maggior successo di sempre della civiltà cattolica: il culto del cugino Carlo, canonizzato nel 1610

(30/03/2013) - Oggi che siamo abituati a considerare la pittura come una forma statica di arte visiva e l’abbiamo ridotta all’arte figurativa che più di tutte si colloca fuori dal linguaggio della contemporaneità, ci è sempre più difficile operare quell’azzeramento del “pregiudizio estetico” che è necessario per capire a fondo i dipinti che ci arrivano da epoche lontane, e che all’interno del sistema linguistico delle arti figurative propri [...]

 
 

CARO PISAPIA, LE RAGIONI DELLA CACCIATA DI BOERI NON LE SAPREMO MAI?

Dietro al paravento di questioni relative alla gestione della delega alla cultura, si cela una causa politica, che a nostro parere rimette in gioco tutto il progetto politico del sindaco

(29/03/2013) - Una delle cose più delicate nel mestiere di giornalista è prendere le parti di qualcuno. Si tratta di una responsabilità che il web ha reso ancor più sensibile: oggi scrivi la tua versione dei fatti, ed essa rimane scolpita nella sostanza immateriale della Rete per sempre. Poi il giorno dopo succede qualcosa che ribalta le carte, ma i motori di ricerca non ne terranno mai conto. Certo, mentre il giornale cartaceo costituisce un’interruzione di flusso, ed &egra [...]

TANZIO DA VARALLO, L'ATTIVITÀ GIOVANILE E I RAPPORTI COL CARAVAGGIO

Sveliamo inediti richiami iconografici tra la "Flagellazione" di Capodimonte del Merisi e il "Martirio di San Lorenzo" del pittore valsesiano. Anche il "San Gennaro mostra le reliquie" del Palmer Museum sarebbe a nostro parere da collocare nel catalogo di Antonio d'Errico

(21/03/2013) - In una città che conserva viva la memoria dell’opera di Giovanni Testori , Tanzio da Varallo , figura di artista particolarmente amata dall’autore del “Fabbricone” , resta un fantasma. In effetti Antonio d’Enrico , (chiamato Tanzio da una storpiatura legata al nome del padre, artista anch'egli, esattamente come il fratello Giovanni che di distinse nell’attività di scultore, soprattutto al Sacro Monte di Varallo , e un altro fratello, Me [...]

DE LUCCHI E VELASCO, PROVE TECNICHE DI CINEMA TRASCENDENTALE

Da Antonia Jannone e alla Fondazione Corrente due mostre che indicano inattese convergenze tra la ricerca del designer ferrarese e l'artista di Bellano

(28/02/2013) - Nei giorni in cui un noto marchio di calzature che oggi fa impazzire la nuova clientela cinese lancia una collezione ispirata al gruppo Memphis, il nome di Michele De Lucchi è legato a una nuova escursione milanese che sembra distante anni luce dalla sua icona di designer del postmoderno. C’è anzi qualcosa di radicalmente ancestrale, che ha rapporti con l’inconscio collettivo più ancora che con l’immaginario. Sarà forse perché le abbiamo  [...]

LE CORAZZE DI MATTEO PUGLIESE

La Fondazione Mudima ospita una ricca retrospettiva dello scultore milanese: in mostra la serie "Extra Moenia", i "Custodi", gli "Scarabei" e due opere fuori scala

(18/02/2013) - Mudima , la Fondazione di via Tadino, resta uno dei pochi luoghi di riferimento in città per chi non è interessato né all’arte del “potevo farlo anch’io” né alle oscillazioni postreme che precedono il rigor mortis del mercato. Alla mostra molto bella di Maria Cristina Carlini , scultrice la cui ricerca si pone nella scia austera di Giuseppe Penone , segue "Corazze", personale molto ricca e ben articolata di Matteo Pugliese , milanese di [...]

FABIO ISMAN, NON DAR RETTA A QUELLE "FONTI"!

In un articolo sul "Messaggero" il noto cronista romano riporta le ultime "scoperte" sul Caravaggio. Ma lo spostamento in avanti dell'arrivo del Merisi a Roma non convince, e la retrodatazione dell' "Adorazione dei pastori" palermitana scompagina senza motivo la progressione delle sue opere siciliane

(15/02/2013) - "Caravaggio è arrivato davvero a Roma nel 1596, quando aveva 25 anni: le testimonianze concordano; e cosa abbia fatto dopo il 1592, data dell'ultimo documento che lo attesta in Lombardia, resta un mistero: un viaggio a Venezia, come scrive Giovan Pietro Bellori nella sua biografia? Non c'è nessuna traccia. Scoperte, poi, sul suo grande nemico, il pittore Giovanni Baglione: diceva d'essere nobile, ma era figlio di un macellaio. E ancora: la Natività di Merisi, il quadro rubat [...]

 
 
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